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NOVITÀ NORMATIVE

LA MOBILITA' RESTA FUORI DAI TETTI DI SPESA DEL PERSONALE.

La mobilità volontaria è uno strumento centrale per arrivare alla migliore allocazione del personale nelle amministrazioni pubbliche; i suoi oneri non entrano nel tetto alla spesa per le assunzioni ed i suoi risparmi non possono essere calcolati al fine di determinare il tetto di spesa per le nuove assunzioni.
Essa deve essere attivata necessariamente prima della indizione di un concorso pubblico, mentre vi sono opinioni diverse sul vincolo della sua attivazione prima della utilizzazione di una graduatoria esistente nell'ente. Occorre in ogni caso il consenso dell'amministrazione cedente, consenso che si esprime tramite il parere del dirigente competente; continua ad essere utilizzabile la mobilità per interscambio e, fatta salva la preferenza per il personale in comando, occorre attivare procedure comparative e dare adeguata pubblicità preventiva alla sua utilizzazione. Sono queste le principali indicazioni che sintetizzano gli ambiti e le caratteristiche della mobilità volontaria, anche tenendo conto delle letture fornite nei giorni scorsi dalla deliberazione della sezione regionale di controllo della Corte dei conti del Veneto n. 65 e dal parere del dipartimento della funzione pubblica n. 10395.
Prima della indizione del concorso pubblico è necessario attivare le procedure di mobilità volontaria ex articolo 30 dlgs n. 165/2001. Le regole per la mobilità volontaria devono essere dettate da ogni singolo ente e devono rispettare i principi di pubblicità previsti dall'ordinamento. Il personale in comando presso lo stesso ente ha diritto di precedenza nelle assunzioni in mobilità.
Il ricorso a questo istituto non può essere esteso al personale non dipendente delle p.a., neppure a quello delle società in house assunti con concorso pubblico. Essa non può essere limitata al personale dello stesso comparto e, in attesa della tabella di equiparazione, tale operazione deve essere effettuata da ogni ente.
La mobilità, come chiarito dalla sezione regionale di controllo della Corte dei conti del Veneto, parere n. 65 del 6 marzo 2013, può continuare ad essere disposta anche come interscambio tra enti, nonostante l'avvenuta abrogazione delle norme contrattuali a opera del dl n. 5/20112, articolo 62. Il parere chiarisce che «l'abrogazione della disposizione contrattuale di cui all'articolo 6, comma 20, del dpr 268/1987 non preclude alle amministrazioni locali di poter attivare una mobilità reciproca o bilaterale con altre amministrazioni locali in applicazione del principio generale contenuto nell'articolo 6 del dlgs 165/2001».
Il parere pone numerose limitazioni nella sua concreta utilizzazione: «La mobilità deve avvenire tra enti soggetti entrambi ai medesimi vincoli assunzionali; l'interscambio deve avvenire tra dipendenti appartenenti alla stessa qualifica funzionale; l'interscambio deve avvenire entro un periodo di tempo congruo (contestualità) che consenta agli enti di non abbattere le spese di personale (derivanti dalla cessione del contratto del dipendente transitato in mobilità ad altro ente) qualora l'assunzione del dipendente in entrata slitti dal punto di vista temporale rischiando di traslarsi all'esercizio successivo». Ed ancora, occorre garantire «la neutralità finanziaria» ed «il personale soggetto ad interscambio non deve essere stato dichiarato in eccedenza o sovrannumero».
Come chiarito dal parere del dipartimento della funzione pubblica n. 10395/2013, la mobilità richiede il consenso tanto dell'ente cedente che di quello ricevente, oltre che, ovviamente, l'iniziativa del dipendente.
A differenza del passato, con il testo dell'articolo 30 del dlgs n. 165/2001 per come modificato dal dlgs n. 150/2009, c.d. legge Brunetta, il nulla osta continua quindi di fatto a sussistere, ma nella forma del parere del dirigente individuato come competente dall'amministrazione, parere che deve essere preceduto da quello del dirigente dell'articolazione organizzativa presso cui il dipendente presta la sua attività lavorativa. Per cui, contro la volontà dell'ente presso cui il dipendente presta servizio, non è possibile dare corso alla mobilità.
FONTE: ITALIA OGGI

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