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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: SUI CAPANNONI IL SINDACO PUO' SOLO AUMENTARE IL PRELIEVO.

Più pesante nel 2013 il carico Imu per i fabbricati d'impresa di categoria D. All'aumento del moltiplicatore previsto per il calcolo della base imponibile si aggiunge il venir meno della possibile riduzione dell'aliquota da parte dei Comuni. Si salvano in parte i fabbricati rurali strumentali, per i quali resta applicabile l'aliquota ridotta dello 0,2 per cento.
Gli immobili interessati sono quelli strumentali per natura o per destinazione, quali gli opifici, gli alberghi, uffici delle banche e i fabbricati costruiti per specifiche esigenze di un'attività industriale o commerciale. Nel primo anno di applicazione del tributo (2012) per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D il coefficiente da applicare alla rendita rivalutata per il calcolo della base imponibile era pari a 60. L'articolo 13 della manovra salva-Italia (Dl 201/2011) fin dalla sua prima formulazione ne ha stabilito, a decorrere dal 1° gennaio 2013, l'incremento da 60 a 65 (con la sola eccezione dei fabbricati D/5, banche e assicurazioni, per i quali era 80 già dal 2012).
La norma istitutiva dell'Imu prevede per i Comuni la facoltà di deliberare la riduzione dell'aliquota fino allo 0,4% rispetto alla misura standard (0,76%) per gli immobili strumentali, per quelli locati e per quelli posseduti dai soggetti Ires.
Per i fabbricati di categoria D, però, questa possibilità di riduzione viene meno a partire da quest'anno. Infatti l'articolo 1, comma 380 e seguenti, della legge di stabilità (la 228/2012) ha previsto che dal 2013 l'aliquota Imu sia sempre quella ordinaria dello 0,76 per cento. Il tutto destinando il gettito di questi immobili allo Stato, senza possibilità di riduzioni d'aliquota per i Comuni. Anzi, gli enti locali hanno ora la facoltà di aumentare la percentuale dello 0,76 fino a un massimo di 0,3 punti, trattenendo il gettito eccedente l'aliquota base.
Risultano penalizzati in particolar modo i fabbricati locati e quelli posseduti da soggetti Ires, in quanto per questi non è prevista l'agevolazione in materia di imposte dirette come avviene per le persone fisiche.
Va ricordato infine che la mancata potenziale riduzione dell'aliquota Imu riguarda soltanto i fabbricati strumentali di categoria D, mentre i Comuni la possono ancora applicare per i fabbricati della categoria A/10 (uffici) o del gruppo B o C (in cui rientrano i negozi, le attività commerciali e i laboratori artigianali). Infine per i fabbricati rurali ai sensi dell'articolo 9, comma 3-bis, del Dl 557/1993 l'aliquota base continua ad essere quella agevolata dello 0,2 per cento. Rimane altresì la facoltà per i Comuni di ridurre tale percentuale fino allo 0,1 per cento.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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