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NOVITÀ NORMATIVE

IL LEASING IN COSTRUENDO PER AGGIRARE L'INDEBITAMENTO NON E' PERMESSO.

Gli enti locali non possono utilizzare il leasing in costruendo per aggirare i limiti all'indebitamento. Lo stop arriva dalla sezione regionale di controllo della Corte dei conti per il Veneto, che con il parere n. 74/2013 conferma la linea del rigore tracciata in passato dalle sezioni riunite con la deliberazione n. 49/2011.
Il leasing immobiliare è un particolare tipo di contratto che ha come finalità principale la realizzazione di un'opera, ma che può talora comprendere anche un'importante componente di finanziamento.
In pratica, una delle parti (tipicamente, come nel caso in esame, quella pubblica) si impegna a pagare un canone periodico per ottenere la disponibilità del bene che la controparte realizza, con possibilità di riscattarlo dopo un certo numero di anni.
La configurazione del rapporto e le sue conseguenze contabili dipendono dalla ripartizione dei rischi inerenti l'esecuzione e la gestione dell'opera: ove questi ultimi ricadano sul soggetto pubblico, l'operazione si configura sostanzialmente come indebitamento. Pertanto, essa risulta preclusa per tutti gli enti che hanno sforato il Patto di stabilità interno (una delle relative sanzioni consiste proprio nel divieto di assumere nuovi debiti) e per quelli che hanno superato il tetto massimo nel rapporto sugli interessi (attualmente fissato al 4% delle entrate correnti).
Solo nel caso in cui il privato si assuma i predetti rischi, il leasing non ha effetti sull'indebitamento: in tal caso, il bene entra nel patrimonio dell'ente solo al momento del riscatto e il canone periodico viene contabilizzato fra le spese correnti.
Gli enti locali dispongono di una certa discrezionalità nella scelta del metodo di contabilizzazione, ma la giurisprudenza contabile è ferma nel considerare come elusivi dei vincoli di finanza pubblica, e quindi sanzionabili, i contratti che, dietro la facciata di un'operazione di partenariato pubblico-privato con utilizzo di risorse private, celano un sostanziale indebitamento. Anche nel parere della sezione veneta, pertanto, viene espresso un deciso favor a favore della contabilizzazione con il cosiddetto metodo finanziario, che impone di rilevare in bilancio il debito imputando le uscite alle spese correnti per la componente interessi ed alle spese di rimborso prestiti per la quota capitale.
FONTE: ITALIA OGGI

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