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NOVITÀ NORMATIVE

EQUITALIA E LA RIDUZIONE DELLA SOGLIA DI IPOTECA

La sentenza delle sezioni unite sulle ipoteche al di sotto degli 8 mila euro potrebbe obbligare a rivedere i budget 2010 di Equitalia. Con una nota, inviata il 12 marzo, agli amministratori delle 17 società del gruppo è stato chiesto infatti, a chiusura della programmazione annuale, di procedere a una verifica e, dove necessario, all'aggiornamento delle previsioni relative ai ricavi e ai costi di esercizio per l'aggiornamento del budget economico per l'esercizio 2010.
Nella nota si sottopone all'attenzione , di chi dovrà predisporre i piani di budget, di tenere conto degli elementi emersi di recenti e come esempio si riporta proprio la sentenza n. 4077/10 della Corte di cassazione a sezioni unite. In particolar modo, si dovrà tenere conto «dei correlati impatti sulla gestione operativa».
Le comunicazioni sarebbero dovute arrivare a Equitalia entro il 18 marzo scorso. La sentenza delle sezioni Unite è intervenuta stabilendo una illegittimità delle iscrizioni ipotecarie per debiti al di sotto degli 8 mila euro.
Al momento i contribuenti che dovessero chiedere agli sportelli di Equitalia la cancellazione per le procedure immobiliari in essere dovranno compilare un modello di istanza di riesame.
Dopo aver compilato il modello dell'istanza, l'agente della riscossione dovrà accettare l'istanza, protocollarla e rilasciare al contribuente la ricevuta della protocollazione. Due le fasi che si aprono successivamente sull'esito dell'istanza di riesame. Se l'ipoteca è stata cancellata o di importo pari o oltre la soglia degli 8 mila euro, l'agente contatterà il contribuente per informarlo o dell'avvenuta cancellazione o della legittimità della procedura. Se l'iscrizione risulta essere di importo inferiore agli 8 mila euro lo sportello trasmetterà la documentazione alla sede provinciale. Quest'ultimo conserverà le istanze e invierà un report settimanale a un'ulteriore struttura.
Cosa ha stabilito la sentenza a sezioni unite. La sentenza in questione ha stabilito, che l'iscrizione di ipoteca è un atto preordinato e strumentale all'espropriazione immobiliare e in quanto tale ne eredita le regole operative. In particolare, il caso risolta dai giudici riguardava un contribuente che aveva proposto opposizione avverso un'iscrizione ipotecaria su un immobile di sua proprietà asserendo che la stessa era dipesa dal mancato pagamento di una cartella esattoriale avente a oggetto un preteso credito di 916,93 euro. Già in primo grado il giudice di pace aveva qualificato l'azione come opposizione all'espropriazione e proprio per questo motivo aveva annullato iscrizione poiché il valore per il quale si agiva era inferiore a 8 mila euro.
FONTE: ITALIA OGGI

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