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NOVITÀ NORMATIVE

QUASI IMPOSSIBILE CHIUDERE CONSUNTIVO 2012 E BILANCIO 2013.

Per i comuni chiudere i conti del 2012 e approvare il bilancio di previsione 2013 rappresenta al momento una missione (quasi) impossibile. All'appello mancano, infatti, alcune informazioni essenziali. E se per il secondo adempimento c'è tempo fino al 30 giugno, entro fine mese dovranno essere inviate le certificazioni finali relative al Patto dell'anno passato.
I tempi, quindi, sono molto stretti, ma da Roma continuano a non arrivare indicazioni.
Con riferimento allo scorso esercizio finanziario, l'incognita si chiama Imu, il cui ammontare, ancora incerto, condiziona anche l'esatta quantificazione del fondo sperimentale di riequilibrio. I conti, in base all'accordo raggiunto in Conferenza stato-città il 1° marzo 2012, avrebbero dovuto essere chiudersi entro lo scorso mese di febbraio, ma al Ministero dell'interno fanno sapere di essere ancora in alto mare. Il problema è che fra meno di dieci giorni gli enti dovranno certificare le voci rilevanti ai fini del Patto e fra queste rientrano anche le entrate in questione.
Al riguardo, il Mef è dell'avviso che ogni ente debba confermare l'importo relativo al gettito Imu stimato dal Dipartimento delle finanze e che tale entrata convenzionale debba essere considerata valida ai fini del raggiungimento dell'obiettivo del Patto, oltre che della redazione del consuntivo. Ma cosa succederà se le stime dovessero variare dopo la certificazione?
In tal caso, gli enti interessati dovrebbero rettificare la certificazione già inviata entro 60 giorni dall'approvazione del rendiconto. In teoria, ogni riduzione del gettito Imu convenzionale dovrebbe essere compensata da un aumento di pari importo del Fsr, con effetti neutrali. Ma i comuni non si fidano più, tant'è che molti di loro hanno fatto ricorso al giudice amministrativo. Anche il caso in cui il Mef attribuisca un'Imu più alta di quella effettiva pone diversi problemi: è corretto certificare tale entrata? Cosa ne penserebbe la Corte dei conti? E come andrebbero gestiti i conseguenti residui attivi? Insomma, un pasticcio la cui soluzione non pare affatto vicina.
Se si guarda al 2013, poi, la confusione diventa assoluta. Il dibattito di questi giorni è tutto concentrato sugli attesi alleggerimenti del Patto, ma le ragionerie dei comuni devono risolvere anche altri rebus complicatissimi per cercare di approvare un preventivo credibile. Le incertezze sul Fsr 2012 si ripercuotono anche sul nuovo esercizio finanziario, giacché tale dato costituisce la base di partenza per stimare il nuovo fondo di solidarietà comunale, istituito dalla l 228/2012.
Ad oggi, nessun comune è in grado di sapere se ed in quale misura dovrà concorrere ad alimentare il fondo (versando una quota del gettito Imu), o se viceversa ne sarà beneficiario. Incerto è anche l'impatto dei tagli previsti dal dl 95/2012 (che per quest'anno valgono 2.250 milioni) e di quelli imposti per compensare il maggior gettito derivante dalla maggiorazione Tares per i servizi indivisibili (in ballo c'è 1 miliardo, già incorporato nei saldi di finanza pubblica, il che spiega le resistenze alla previsione di una proroga per l'entrata in vigore del nuovo tributo).
Per approssimare l'importo della sforbiciata imposta dalla spending review, i comuni possono calcolare il rapporto fra la propria spesa per consumi intermedi realizzata in termini di cassa nel 2011 ed applicarlo alla riduzione complessiva. Attenzione, però, a non duplicare l'importo del taglio 2012 (che valeva 500 milioni), già incorporato nell'importo del fsr 2012. Più difficile la stima del taglio correlato alla maggiorazione, dato che non si sa quali saranno le basi di calcolo e la banca dati a cui lo Stato attingerà per operare le trattenute. L'unica strada è quella di calcolare il relativo gettito ad aliquota base (0,30 euro a mq) sulla base delle informazioni in possesso di ogni comune.
C'è tempo fino a giugno, si dirà. Peccato che la mancanza di un bilancio approvato mette a forte rischio gli equilibri contabili, poiché l'esercizio provvisorio si basa, infatti, su cifre (quelle del bilancio assestato 2012) che non sono più attendibili, dal momento che le risorse disponibili per l'esercizio in corso saranno sicuramente inferiori.
FONTE: ITALIA OGGI

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