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NOVITÀ NORMATIVE

REVISONE DELLA SPESA ENTI PARTECIPATI ENTRO IL 7 APRILE.

È una delle tante mine disseminate nel decreto di luglio sulla «revisione di spesa», i termini per l'intesa in Conferenza Unificata sono passati sotto silenzio e ora si avvicina la tagliola automatica. Entro il 7 aprile, infatti, Comuni, Province e Regioni devono tagliare di almeno il 20% gli «oneri finanziari», oppure sopprimere o accorpare gli «enti, agenzie e organismi comunque denominati e di qualsiasi natura giuridica» che svolgono «funzioni fondamentali» degli enti territoriali o «funzioni amministrative» loro delegate. Lo prevede l'articolo 9 del Dl 95/2012.
Il primo problema, evidente, è dato dall'ampiezza della definizione, talmente generica da comprendere, alla lettera, qualsiasi organismo collegato agli enti territoriali. Proprio per questo, il decreto aveva previsto un'intesa fra Governo e amministratori locali per «dare attuazione» alla norma, anche alla luce di una «complessiva ricognizione» degli enti da tagliare. L'intesa, però, andava raggiunta entro il 7 ottobre scorso, ma la ricchissima agenda di impegni messa in campo dal provvedimento sulla revisione di spesa (e dalle altre manovre del Governo Monti) ha fatto passare la scadenza senza che nemmeno si gettassero le basi di un accordo.
Il 7 aprile, data dell'obbligo di taglio automatico in caso di mancata intesa, si avvicina però a grandi passi: che accade ora? Il problema guarda anche al futuro, perché alle amministrazioni è vietato costituire nuovi soggetti analoghi a quelli colpiti dalla norma.
Per cercare di limitare l'impatto potenziale del provvedimento, e soprattutto per dare istruzioni alle amministrazioni locali, interviene una nota dell'Anci, che prova a tracciare i confini dell'ambito applicativo sulla base di una lettura coordinata con le altre norme del decreto sulla revisione di spesa e non solo. In primo luogo, i tecnici dell'associazione dei Comuni spiegano che «un approccio prudenziale rimette all'ente locale, nella propria autonomia, l'individuazione dei soggetti» coinvolti nella norma e «le decisioni del caso».
Il punto fondamentale, però, è nelle esclusioni che i tecnici individuano soprattutto in via interpretativa. L'unica esclusione esplicita è infatti relativa agli enti (anche aziende speciali) attive nella cultura e nei servizi socio-assistenziali o educativi. Il documento Anci individua però altre due ambiti fondamentali su cui la norma non dovrebbe incidere: le società strumentali, che sono già disciplinate dall'articolo 4 dello stesso decreto, e soprattutto le società partecipate, che hanno una loro disciplina di settore. L'indicazione, quindi, è di fare una delibera con i tagli di risorse, gli accorpamenti o le soppressioni sulla base di questo ambito applicativo "ristretto".
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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