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NOVITÀ NORMATIVE

SBLOCCO DEI DEBITI DEGLI ENTI IN 3 MOSSE.

Sono tre le misure che il Governo si appresta a mettere in campo per consentire agli enti locali di onorare i propri debiti nei confronti delle imprese.
Il primo obiettivo è consentire a comuni e province di utilizzare le risorse che il Patto di stabilità ha finora costretto a tenere bloccate in cassa. In questo senso, la strada più semplice e lineare è quella di autorizzare ciascun ente ad effettuare maggiori pagamenti per un importo pari ad una percentuale dei propri debiti per spese di investimento. A beneficiarne saranno soprattutto le imprese che hanno effettuato negli anni scorsi lavori non ancora saldati. Nonostante si tratta della soluzione più semplice da gestire, che favorirebbe la generalità delle amministrazioni e che avrebbe quindi un'efficacia diffusa su tutto il territorio, essa pone comunque alcuni problemi. In primo luogo sarebbero favoriti gli enti che hanno accumulato più debiti e, al contrario, penalizzati quelli più virtuosi. Poi sarà necessario prevedere degli accorgimenti per evitare che l'allentamento del Patto di stabilità venga utilizzato per pagare spese diverse. Una soluzione potrebbe essere la combinazione di questo meccanismo con quello della certificazione dei crediti: gli enti, cioè, potrebbero pagare solo a fronte di una certificazione che attesti la sussistenza e la misura del credito, nonché la causale del pagamento. Un sistema che sembra essere molto gradito alla Commissione Ue poiché è in grado di fornire cifre esatte sulla dimensione delle pendenze da regolarizzare anche se occorrerà limitare al minimo il peso degli oneri burocratici a carico delle imprese.
La seconda misura prevede l'introduzione di una deroga per le spese relative ai cofinanziamenti nazionali dei fondi strutturali prevista, però, solo per il 2013.
La terza misura prevede interventi volti a pompare altra liquidità sui conti di comuni e province: si provvederà quindi a sbloccare i residui passivi delle regioni a cui corrispondono i residui attivi di comuni e province con l'obiettivo di facilitare i flussi di cassa delle regioni verso gli enti locali affinché questi ultimi possano onorare le proprie fatture.
Infine dovrebbero vedere la luce nuovi fondi rotativi, analoghi nel funzionamento a quelli previsti dal D.L. n. 174/2012 ma non riservati agli enti prossimi al dissesto.
FONTE: ITALIA OGGI

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