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NOVITÀ NORMATIVE

TARES O TIA-TARSU NEL 2013? OGGI LA DECISIONE.

La palla è ancora in campo, e solo questa mattina sarà presa la decisione in Consiglio dei ministri se rinviare o meno la Tares al 2014, riesumando per quest'anno le vecchie Tarsu e Tia tramontate a fine 2012. Mentre il nodo deve ancora essere sciolto, si allunga l'elenco dei soggetti che chiedono al Governo Monti un intervento in extremis, per evitare il rischio di un blocco del servizio potenzialmente diffuso a tutta Italia.
A Federambiente e Fise-Assoambiente (Confindustria), che riuniscono le imprese attive nella gestione dei rifiuti e da mesi hanno lanciato il problema, e ai sindaci alle prese con un elenco infinito di incognite di bilancio, si sono aggiunti la Cgil Funzione pubblica, la Federazione trasporti della Cisl e Fiadel, il sindacato autonomo dei dipendenti degli enti locali.
Ieri tutte queste sigle campeggiavano su una nuova lettera inviata al Governo per ribadire il concetto espresso negli appelli delle settimane scorse recapitati da Federambiente e Fise anche al ministro dell'Interno e ai prefetti per allertarli sugli aspetti di ordine pubblico: intervenite, rinviate la Tares al 2014 offrendo un anno in più alle vecchie tasse e tariffe, altrimenti «c'è un concreto rischio di blocco dei servizi già dalle prossime settimane, con inevitabili ricadute a livello ambientale per i cittadini e di immagine internazionale del Paese» (l'emergenza Napoli insegna): senza contare i pericoli «per la sopravvivenza delle imprese del settore», e quindi per «la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali».
Il Governo conosce il problema, e il ministero dell'Ambiente ha messo a punto una bozza di decreto che rimette in pista per il 2013 la Tarsu e la Tia, a seconda delle scelte adottate dagli enti negli anni passati, e lega a questi prelievi la «maggiorazione» locale da 30 centesimi al metro quadrato, elevabile a 40, per finanziare i «servizi indivisibili».
Con questo provvedimento, il Governo attuerebbe l'impegno che si è assunto il 22 gennaio scorso accogliendo l'ordine del giorno approvato dalla Camera. L'agitazione che ha contraddistinto gli ultimi giorni del Governo Monti, stretto fra le consultazioni per la formazione del nuovo Esecutivo e gli scossoni sul caso marò sfociato ieri nelle dimissioni del ministro degli Esteri Giulio Terzi, hanno però rimandato la decisione finale. Se ne discuterà direttamente stamattina, nel Consiglio dei ministri convocato a Palazzo Chigi per le 9.30.
In caso di via libera, il Governo metterebbe in questo modo una pezza a un caos creato dal Parlamento, in modo bipartisan, con il rinvio prima ad aprile (nella legge di stabilità) e poi a luglio (nel decreto sull'emergenza rifiuti campana) della prima rata del nuovo tributo. Un rinvio dallo spiccato sapore elettorale, finalizzato a spostare la chiamata alla cassa dopo il voto politico di febbraio e quello amministrativo in calendario a maggio-giugno per 10 milioni di italiani in oltre 700 Comuni, che ha però creato un buco di liquidità nei conti delle aziende del settore.
Fatturando a luglio, le imprese incasseranno infatti i primi flussi di entrata significativi a settembre-ottobre, finendo così per lavorare gratis per buona parte dell'anno pur dovendo garantire ovviamente il pagamento regolare di stipendi, carburanti e attrezzature.
Ripescando Tarsu e Tia, il decreto permetterebbe alle imprese di riattivare in tempi più stretti le entrate; e servirebbe anche a limare un po' gli aumenti previsti per quest'anno, soprattutto nei Comuni che nel 2012 applicavano ancora la vecchia tassa, senza garantire per questa via la copertura integrale dei costi del servizio resa invece obbligatoria dalla disciplina della Tares.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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