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NOVITÀ NORMATIVE

IMU : ALIQUOTE E DETRAZIONI 2013 VALIDE SOLO SE PUBBLICATE SUL SITO DELLE FINANZE.

Dal 2013 l'efficacia delle deliberazioni di approvazione delle aliquote e della detrazione dell'Imu, decorre dalla data di pubblicazione nel sito informatico www.finanze.it a condizione che la pubblicazione avvenga entro il 30 aprile dell'anno a cui la delibera si riferisce. Il diritto di abitazione che attribuisce la soggettività passiva Imu all'ex coniuge prevale in tutte le ipotesi in cui l'assegnazione della casa coniugale sia disposta con provvedimento giudiziale, ma non nel caso in cui è oggetto di un contratto di locazione. Sono due chiarimenti offerti dalla risoluzione n. 5/DF del 28 marzo 2013 delle Finanze. Essa ribadisce che in caso di mancata pubblicazione sul sito delle Finanze entro il termine del 30 aprile, le aliquote e la detrazione si intendono prorogate di anno in anno. Per far sì che tale meccanismo funzioni perfettamente è necessario che dette aliquote siano inviate dal comune al Dipartimento entro il 23 aprile 2013. Pertanto il contribuente, chiamato a versare la prima rata dell'Imu entro il 17 giugno (visto che il 16 è domenica) deve calcolarlo tenendo conto delle aliquote pubblicate, entro il 30 aprile 2013, sul sito www.finanze.it. Se il comune intende modificare per il 2013 le aliquote approvate per l'anno 2012, deve inviare le nuove deliberazioni esclusivamente inserendole nell'apposita sezione del Portale del federalismo fiscale, entro il 23 aprile 2013. Se vuole confermare le aliquote 2012 deve solo accertarsi che la deliberazione 2012 sia stata pubblicata sul sito. In assenza, il contribuente applicherà le aliquote di legge. L'ulteriore caso che può verificarsi è che al 30 aprile 2013 non ci sia sul sito nessuna deliberazione del comune relativa al 2013; se ciò accadrà il contribuente dovrà verificare se risulta pubblicata la deliberazione relativa al 2012 che, risulta valida anche per il 2013. Nell'ipotesi in cui non risulti pubblicata sul sito neanche la deliberazione per l'anno 2012, il contribuente non potrà far altro che applicare le aliquote fissate dalla legge.
Casa coniugale
Per quanto riguarda l'applicazione dell'Imu alla ex casa coniugale, per legge «l'assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione». Questo, «in ogni caso», fa propendere per l'interpretazione in base alla quale il diritto di abitazione deve prevalere in tutte le ipotesi in cui l'assegnazione della casa coniugale al coniuge sia disposta con provvedimento giudiziale. Fa eccezione il caso in cui il legislatore ha disciplinato espressamente la fattispecie, come è avvenuto con l'art. 6 della legge 27 luglio 1978, n. 392, il quale prevede che «in caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, nel contratto di locazione succede al conduttore l'altro coniuge, se il diritto di abitare nella casa familiare sia stato attribuito dal giudice a quest'ultimo». I tecnici del Ministero hanno precisato che in questa ipotesi il legislatore ha previsto direttamente la successione nel contratto di locazione da parte del coniuge assegnatario, che, pertanto, utilizza l'immobile sulla base di un titolo giuridico diverso da quello del diritto reale di abitazione previsto, dall'art. 4, comma 12-quinquies del dl n. 16 del 2012. Tali valutazioni portano alla conclusione che quest'ultima norma opera solo se l'immobile assegnato sia di proprietà, interamente o pro-quota, del coniuge non assegnatario e in quello in cui lo stesso immobile sia stato concesso in comodato, ma non se esso sia oggetto di un contratto di locazione.
FONTE: ITALIA OGGI

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