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NOVITÀ NORMATIVE

SUI DEBITI DEI COMUNI RIMANE LO SCOGLIO DELLA CERTIFICAZIONE.

Slittamento solo parziale per la nuova tassa sui rifiuti (Tares), la conferma che il decreto sblocca debiti è in arrivo (entro lunedì prossimo) e l'impegno a trovare una copertura al problema dell'Imu sulle case popolari. Si è chiuso con un risultato interlocutorio l'incontro a palazzo Chigi della delegazione dell'Anci guidata dal presidente, Graziano Delrio, con il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli e i colleghi dell'Ambiente, Corrado Clini, della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà.
Il vertice è iniziato proprio mentre le agenzie battevano la notizia del rinvio «per approfondimenti tecnici» del consiglio dei ministri che era già stato spostato alle 19. «Il provvedimento sui debiti verrà approvato entro lunedì» ha detto il vicepresidente dell'Anci, Alessandro Cattaneo, il quale ha anche riferito di un nuovo tavolo tecnico che si terrà oggi con il solo ministro Grilli. «Ci è stato illustrato un provvedimento complesso e di carattere eccezionale che non è ancora ultimato – ha spiegato il sindaco di Pavia – si tratta di un'occasione che non può andare perduta e che, allo stesso tempo, non deve diventare l'occasione per procurare benefici ai Comuni non virtuosi».
I grandi nodi ancora da risolvere, per l'Anci, sono almeno due: la certificazione dei debiti che sono subito esigibili e il criterio con cui verranno liquidati i rimborsi. «Non è percorribile il criterio cronologico che era stato indicato in un primo momento – ha riferito Cattaneo – proprio perché non consentirebbe una distinzione tra amministrazioni virtuose, che hanno sempre rispettato il Patto di stabilità, e quelle che non lo hanno fatto».
Lo sblocco del Patto, confermato nella bozza di decreto illustrata ai sindaci, consentirebbe il rimborso immediato di 7 miliardi di euro alle imprese. Si tratterebbe delle spese sostenute per pagamenti di debiti in conto capitale, certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012. Le amministrazioni comunali e provinciali potrebbero liquidare subito le fatture utilizzando gli avanzi realizzati negli esercizi precedenti per il pagamento di spese per investimenti. Parte di queste risorse «sarà utilizzata per cofinanziare i progetti europei» ha aggiunto il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, che s'è detto felice delle soluzioni prospettate: «Tecnicamente, alcune parole andranno corrette, per garantire che questi pagamenti vengano effettuati il prima possibile: credo sia una vittoria di tutte le imprese, dei sindacati e dei lavoratori». Delrio ha anche riferito di un impegno assunto dai ministri per trovare una soluzione finanziaria che consenta di risolvere il problema dell'Imu sulle case popolari. «È una misura che vale oltre 300 milioni di euro – ha spiegato il presidente dell'Anci – e credo ci siano problemi di copertura». Nel corso dell'incontro i sindaci hanno nuovamente sollecitato una soluzione governativa anche sul pagamento dell'Imu relativa agli immobili di proprietà dei Comuni.
Infine la Tares. La decisione presa prevede il congelamento a dicembre della sola maggiorazione locale di 30 centesimi che sarà destinata allo Stato, mentre per quanto riguarda le altre due rate si seguiranno le vecchie regole già applicate per Tarsu e Tia, e saranno i comuni a decidere le modalità di pagamento che partiranno da maggio in poi. Il rinvio vale un miliardo di euro, anche se per lo Stato il trasferimento di un data per un obbligo fiscale all'interno dello stesso anno non determina obblighi di nuove coperture. Si rischia a questo punto di provocare però un vero e proprio ingorgo fiscale di fine anno, con l'accavallarsi di questa terza rata con i saldi di Imu e Iva, nello stesso mese, mentre a novembre imprese e contribuenti avranno dovuto affrontare gli acconti Irpef, Ires e Irap.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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