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NOVITÀ NORMATIVE

ALIQUOTE IMU: LA PUBBLICAZIONE DEVE ESSERE RIALLINEATA AI TEMPI DEI BILANCI COMUNALI.

Riallineare i termini per la fissazione delle aliquote Imu a quelli per l'approvazione del bilancio 2013. Sono sempre di più i sindaci che chiedono di inserire tale previsione nel decreto legge che conterrà le misure sullo sblocco dei pagamenti alle imprese, perché, in mancanza di modifiche normative, il livello del prelievo sugli immobili dovrà essere deciso entro il prossimo 23 aprile senza avere un quadro preciso dei conti comunali e quindi con il rischio di fissare l'asticella o troppo in alto o troppo in basso.
Mentre i riflettori sono puntati soprattutto sulle attese misure relative al Patto (oltre che alla Tares), i comuni sono alle prese con il rebus bilanci.
Da un lato, ci sono enormi difficoltà nel chiudere il consuntivo 2012 (scadenza 30 aprile) senza i dati definitivi su Imu e fondo sperimentale di riequilibrio che il ministero dell'interno avrebbe dovuto rendere noti a fine febbraio. Dall'altro, ancora più problematica risulta la quadratura del preventivo 2013 (da approvare entro il 30 giugno), in mancanza di elementi chiave come il riparto dei 2.250 milioni di tagli previsti per quest'anno dal dl 95/2012 ed i meccanismi di alimentazione e riparto del nuovo fondo di solidarietà comunale.
In questo quadro di incertezza, tuttavia, ai sindaci viene chiesto di assumere in tempi brevissimi una decisione tanto delicata quanto definitiva: fissare le aliquote Imu applicabili nell'anno in corso e che dovranno esser utilizzate già per il calcolo dell'acconto.
L'art. 13, comma 13-bis, del dl 201/2011, infatti, prevede, che, a decorrere dall'anno di imposta 2013, le deliberazioni con cui i comuni approvano le aliquote e la detrazione Imu acquistano efficacia dalla data di pubblicazione nel sito informatico del Dipartimento delle Finanze e che i relativi effetti retroagiscono al 1° gennaio dell'anno di pubblicazione, a condizione che quest'ultima avvenga entro il 30 aprile. A tale scopo, le deliberazioni devono essere inviate al predetto Dipartimento, esclusivamente in via telematica, entro il 23 aprile. Nei comuni che non rispettano questo timing, si intendono prorogate le aliquote e la detrazione relative all'anno precedente. Tutte le modifiche decise dopo il 23 aprile o non pubblicate entro il 30 aprile saranno efficaci solo a partire dal prossimo anno.
Tale tempistica (confermata dalla recente risoluzione n. 5/2013 del Dipartimento delle finanze) sta mettendo in forte difficoltà i comuni, ma rischia di penalizzare anche i contribuenti. È probabile, infatti, che nel dubbio le aliquote vengano spinte verso l'alto, in modo da mettere al sicuro gli equilibri contabili. Se, al contrario, fossero fissate troppo in basso, potrebbero aprirsi ulteriori buchi nei già traballanti bilanci comunali.
Ecco perché diversi primi cittadini stanno premendo per far inserire nel decreto legge che dovrebbe prevedere l'alleggerimento del Patto e il rinvio della Tares, anche l'abrogazione del comma 13-bis. In tal modo, tornerebbe applicabile la disciplina generale, che allinea il termine per la fissazione delle aliquote relative ai tributi locali a quello di approvazione del bilancio di previsione, concedendo altri tre mesi di tempo per decidere le aliquote Imu. I comuni, inoltre, recupererebbero anche la possibilità di ritoccare l'Imu in sede di verifica degli equilibri, come previsto dall'art. 1, comma 444, della l 228/2012.
FONTE: ITALIA OGGI

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