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NOVITÀ NORMATIVE

LO SBLOCCO DEI PAGAMENTI DAVANTI AL PROBLEMA DURC.

Lo sblocco dei pagamenti delle amministrazioni pubbliche rischia di restare parecchio depotenziato, se non sarà accompagnato da provvedimenti ulteriori.
L'efficacia del futuro decreto rischia di essere fortemente limitata, in primo luogo, dall'incombente Moloch del Durc, il documento unico di regolarità contributiva, che attesta la regolarità dei versamenti assicurativi e contributivi delle imprese.
È evidente che aziende che vantino ingenti crediti dalle pubbliche amministrazioni rischiano seriamente di non trovarsi in regola con i versamenti a Inps, Inail e Cassa edile, proprio a causa della mancanza di flussi finanziari.
In assenza di una modifica alla disciplina del Durc, i pagamenti potrebbero essere sbloccati, ma comunque non destinabili alle aziende non in regola col documento, che resta comunque un fondamentale presupposto per la legittimità dei pagamenti stessi. Molte aziende, dunque, potrebbero rimanere comunque senza soldi.
Allo stesso modo, i pagamenti sono subordinati alla verifica della regolarità dei pagamenti di imposte e tasse, ai sensi 48-bis del dpr 602/1973, nel caso di somme superiori ai 10 mila euro. Anche in questo caso, vi potrebbero essere aziende andate in carenza di liquidità anche a causa dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione che potrebbero ritrovarsi segnalate come non in regola con gli adempimenti tributari e restare comunque a bocca asciutta.
La quantificazione del rischio di vanificare anche solo in parte la manovra sui pagamenti appare connessa all'effettivo avvio del processo, ma potrebbe trattarsi di una quantità molto importante di operatori economici.
In ogni caso, senza una modifica al criterio del saldo misto tra competenza e cassa del patto di stabilità (è l'obbligo di mantenere un tetto alle erogazioni di cassa che blocca i pagamenti), il vantaggio derivante dai pagamenti potrebbe limitarsi, per le aziende, al recupero di propri crediti e al rientro da eventuali esposizioni con le banche.
Un rilancio vero e proprio delle loro attività appare difficile, perché restando in piedi il sistema dei saldi vigente, le amministrazioni locali non possono materialmente pianificare appalti nuovi che comportino esborsi di cassa superiori a quanto consentito.
È ancora operante, infatti, l'articolo 9, comma 2, del dl 78/2009, convertito in legge 102/2009, ai sensi del quale nelle amministrazioni «al fine di evitare ritardi nei pagamenti e la formazione di debiti pregressi, il funzionario che adotta provvedimenti che comportano impegni di spesa ha l'obbligo di accertare preventivamente che il programma dei conseguenti pagamenti sia compatibile con i relativi stanziamenti di bilancio e con le regole di finanza pubblica». Le amministrazioni, dunque, debbono programmare una «stretta» agli appalti, per rispettare proprio le regole del patto di stabilità che limitano le erogazioni di cassa.
FONTE: ITALIA OGGI

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