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NOVITÀ NORMATIVE

SI ALLEGGERISCE IL PATTO DI STABILITA' SUI PAGAMENTI IN C/CAPITALE.

Esclusione dal Patto per tutti i debiti di parte capitale per i quali al 31/12/2012 vi sia stata almeno l'emissione della fattura. Riparto in due tranche dei 5 miliardi di valore complessivo della deroga: 90% entro il 15 maggio, il resto a luglio. Per gli enti che hanno cassa sblocco immediato dei pagamenti fino al 13% della liquidità disponibile al 31 marzo, per gli altri obbligo di accedere alla anticipazioni erogate dalla Cassa depositi e prestiti e margini più ampi per attivare le anticipazioni di tesoreria. Sanzioni a largo raggio per i responsabili dei servizi che si metteranno di traverso.
Sono queste (al netto del capitolo tributi) le principali novità per gli enti locali contenute nel testo finale del decreto 35/2013 sullo sblocco dei debiti della p.a.
Confermato l'allentamento del Patto 2013 per un importo pari a 5 miliardi di euro, ma il ventaglio dei pagamenti consentiti si allarga, oltre che ai debiti certi, liquidi ed esigibili al 31/12/2012, anche a quelli per i quali, entro tale data, sia stata almeno emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento.
Nell'immediato, il via libera riguarda solo gli enti che hanno cassa, che potranno pagare fino al 13% delle disponibilità liquide detenute presso la tesoriera statale al 31 marzo. In attesa del decreto che distribuirà l'intero plafond, nessun ente, però, potrà pagare più del 50% degli spazi finanziari che intende comunicare al Mef. Il riparto avverrà in due tranches: il primo 90% entro il 15 maggio, sulla base delle richieste che gli enti dovranno trasmettere entro il 30 aprile mediante il sistema web della Rgs; il restante 10%, oltre alle eventuali quote non assegnate in precedenza, entro il 15 luglio, sulla base delle richieste pervenute entro il 5 luglio. L'assegnazione avverrà sulla base dei criteri definiti in Conferenza stato-città e autonomie locali entro il 10 maggio ovvero, in mancanza, su base proporzionale.
Gli enti dovranno effettuare pagamenti almeno per il 90% degli spazi finanziari concessi. In mancanza, scatterà una sanzione pecuniaria pari a 2 mensilità di retribuzione per i responsabili dei servizi interessati. Analoga sanzione è prevista in caso di mancata adesione alla procedura senza giustificato motivo. La competenza spetta alle sezioni giurisdizionali della Corte dei conti, che potranno agire anche su segnalazione dei revisori del conti.
Confermato anche lo stanziamento di 2 miliardi per ciascuno dei prossimi 2 anni a favore degli enti a corto di liquidità. L'adesione al fondo diviene obbligatoria, come si evince dalla formulazione del provvedimento pubblicato in G.u., che contiene il verbo «chiedono», anziché «possono chiedere». Le sanzioni di cui sopra non sembrano direttamente applicabili alle ipotesi di mancate adesione, ma anche in tal caso potrebbero comunque emergere delle responsabilità a carico dei responsabili. Per le richieste è prevista una corsia preferenziale rispetto alla disciplina del Tuel: esse, infatti, andranno in deroga agli artt. 42 (sulla competenza del Consiglio), 203 e 204 (che limitano il ricorso all'indebitamento).
Le anticipazioni saranno erogate dalla CcDdPp (anche in tal caso su base proporzionale, salvo diverso accordo) e andranno restituite al massimo entro 30 anni, a rate costanti e con un tasso pari a quello dei Btp quinquennali. Per gli enti beneficiari non sono più previsti il blocco degli investimenti e il tetto alla spesa corrente, ma solo l'obbligo di portare al 50% il fondo svalutazione crediti. Per il solo 2013 e sino al 30 settembre, inoltre, il tetto alle anticipazioni di tesoreria sale da tre a cinque dodicesimi, ma sarà compensato da un vicolo, pari all'eccedenza, sulle entrate tributarie (da Imu per i comuni, da imposta Rc auto per le province).
Giro di vite, infine, sull'obbligo di accreditamento alla piattaforma del Mef per la certificazione dei crediti, che dovrà essere completato entro 20 giorni dall'entrata in vigore del decreto (quindi entro il 28 aprile), a pena di sanzioni a carico dei dirigenti responsabili.
FONTE: ITALIA OGGI

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