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NOVITÀ NORMATIVE

D.L. PAGAMENTI: DUBBI SULL'APPLICAZIONE DEL MECCANISMO.

Al via le comunicazioni degli enti locali per ottenere il via libera al pagamento dei propri debiti. Ma intanto affiorano i primi dubbi sull'applicazione dei nuovi meccanismi.
Da ieri, comuni e province possono trovare sul sito web della ragioneria generale dello Stato (al consueto indirizzo http://pattostabilitainterno.tesoro.it) l'applicazione per trasmettere al Mef la richiesta degli spazi finanziari in deroga al Patto ai sensi del dl 35/2013.
I tempi sono strettissimi: per partecipare al primo riparto (che riguarderà il 90% dei 5 miliardi a disposizione e sarà definito entro il 15 maggio) c'è tempo solo fino al prossimo 30 aprile. I ritardatari dovranno accontentarsi del restante 10% (oltre alle eventuali quote non assegnate al primo giro), che verrà distribuito entro il 15 luglio.
Interessati alla misura sono tutti gli enti soggetti al Patto 2013, compresi, quindi, anche i comuni fra 1.001 e 5.000 abitanti, che fino allo scorso anno erano esenti. Il dl, infatti, pur se riferito a debiti pregressi, non opera distinzioni sul punto.
Le richieste possono riguardare due tipologie di debiti di parte capitale: 1) quelli certi, liquidi ed esigibili alla data del 31/12/2012; 2 quelli per i quali, alla medesima data, sia stata almeno emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento.
Al momento, non è del tutto chiaro se possano essere comunicati anche i dati relativi ai pagamenti già effettuati prima della pubblicazione del dl o se viceversa si possa chiedere lo sblocco solo dei debiti ancora da saldare. La prima soluzione pare preferibile e più aderente alla formulazione letterale dell'art. 1, comma 1, che consente di escludere dal Patto tutti i pagamenti relativi ai debiti di cui sopra, senza distinzione rispetto alla data in cui sono stati effettuati. La stessa norma, del resto, con riferimento specifico ai pagamenti delle province a favore dei comuni (anch'essi pienamente rientranti nella deroga) espressamente precisa «sostenuti nel corso del 2013». Anche il prospetto da compilare on line sembra confermare questa lettura: esso, infatti, parla di debiti al 31/12/2012 senza escludere quelli già pagati.
In questa prospettiva, l'importo da comunicare entro il 30 aprile è quello risultante dalla ricognizione di tutti i debiti al 31/12/2012 appartenenti alle tipologie richiamate. Gli eventuali pagamenti già effettuati sono comunque validi sia ai fini dell'esclusione dal Patto, sia ai fini della verifica del rispetto del 90% al di sotto della quale scattano le sanzioni a carico dei responsabili (pari due mensilità di stipendio), ai sensi dell'art. 1, comma 4, del dl.
Sul punto, comunque, proprio alla luce delle sanzioni previste (che scattano anche in caso di mancata richiesta senza che ricorra un giustificato motivo) non sarebbe superfluo un chiarimento ufficiale.
Altri dubbi riguardano le anticipazioni di liquidità che potranno essere erogate dalla Cassa depositi e prestiti agli enti a corto di cassa. Anche in tal caso, la richiesta va trasmessa entro il 30 aprile (art. 1, comma 13, del dl). La formulazione finale del testo, a differenza delle bozze circolate nei giorni scorsi, non contiene più la formulazione «possono chiedere», ma quella «chiedono», il che potrebbe prefigurare un obbligo di adesione. In senso contrario, va rilevato, però, che la relazione di accompagnamento mantiene la precedente formulazione.
La scelta è tutt'altro che agevole, specialmente per gli enti che vantano consistenti crediti (residui attivi) e che potrebbero trovarsi nella paradossale situazione di chiedere l'intervento della Cassa e poi di non averne più bisogno, una volta riscosso il dovuto. Molti enti, in particolare, vantano crediti nei confronti delle regioni e non a caso il dl contiene misure ad hoc per consentirne lo sblocco (art. 1, commi 7 e 8). Da qui la domanda: le anticipazioni della Cassa potranno essere restituite anticipatamente? E se sì, a che condizioni? Le risposta dovrà esser fornita in tempi rapidi attraverso l'apposito addendum alla Convenzione in essere fra la Cassa e il Mef, che fra l'altro dovrà definire uno schema di contratto tipo per regolare i prestiti.
FONTE: ITALIA OGGI

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