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NOVITÀ NORMATIVE

DEBITI PP.AA.: 10 MILIARDI PER I PRESTITI SUI PAGAMENTI.

Stanziati dall'Economia i primi 10 miliardi per i pagamenti degli enti locali e i 500 milioni destinati allo Stato. Con tanto di chiarimento sulla loro destinazione ai «debiti fuori bilancio». Intanto in Parlamento già si lavora alle possibili modifiche da apportare al decreto 35: semplificazione delle procedure, ampliamento e gioco d'anticipo sulle compensazioni e rinvio della Tares i possibili ambiti di intervento.
Sull'operatività del provvedimento sblocca-debiti il Tesoro spinge sull'acceleratore. Dopo aver fissato già martedì al 3,3% il tasso d'interesse dei Btp a 5 anni con cui finanziare i 26 miliardi per le anticipazioni agli enti territoriali il ministro Vittorio Grilli ha firmato ieri il decreto che iscrive ufficialmente a bilancio la prima tranche da 10 miliardi del fondo liquidità. Che nel 2013 sarà così ripartito: 2 miliardi agli enti locali, 3 alle Regioni e 5 alla sanità. Gli altri 16 arriveranno invece nel 2014.
La firma del decreto attuativo è stata l'occasione per chiarire il destino dei 500 milioni previsti dal Dl pagamenti per le amministrazioni statali in seguito alla nota polemica del Pd che chiedeva certezze sulla loro destinazione. La risposta è arrivata con una nota diffusa in serata: quei fondi – si legge – «sono finalizzati in massima parte all'estinzione dei debiti sorti in conseguenza dell'espletamento da parte dei corpi di polizia delle proprie funzioni istituzionali su tutto il territorio nazionale, nonché del funzionamento dell'organizzazione giudiziaria e del mantenimento dei detenuti». Anche se in una seconda versione del comunicato questa specifica è stata sostituita da un generico «ministeri».
Passando alle sorti parlamentari che attendono il decreto, come spiega Maurizio Bernando (Pdl) – uno dei due relatori insieme a Giovanni legnini (Pd) – prima di definire le correzioni da apportare «bisognerà ascoltare tutti i soggetti interessati». Da qui il pacchetto serrato di audizioni messe in calendario. Si comincia stamattina con Confapi, Anci-Upi e Regioni; si prosegue nel pomeriggio con Alleanza cooperative, Federambiente e Ance. Da lunedì 15 spazio alla Ragioneria generale dello Stato e ai professionisti (Cup). Ultimo atto martedì quando in commissione sarà il turno di Confindustria, Rete imprese Italia, Cassa depositi e prestiti, Abi e del ministro Grilli. Dopodiché si passerà agli emendamenti che, salvo eventuali rinvii, andranno presentati entro le 18 di giovedì 18. Con l'obiettivo al momento confermato di portare il Dl in aula il 29 aprile e votarlo dal 2 maggio.
Il lavoro di riscrittura sul provvedimento si annuncia ampio. Pur nel rispetto dei paletti che l'esecutivo ha deciso di porre, considerandolo un collegato alla legge di stabilità. Uno "scudo" che punta a evitare i temuti assalti alla diligenza. E che supplisce in parte all'impossibilità del Governo Monti, in carica per gli affari correnti, di porre la fiducia l'aula.
Il grosso del lavoro dunque lo dovranno fare i 40 deputati della super-commissione. Che si stanno portando avanti incontrando creditori e debitori. Ieri il Pdl, che il giorno prima aveva visto gli industriali, ha incontrato costruttori e sindaci mentre il Pd si è confrontato con Confindustria e Rete imprese Italia. Dalle riunioni è emersa l'intenzione, come conferma il vicepresidente della commissione speciale di Montecitorio, il democratico Pier Paolo Baretta, di soffermarsi su due priorità: «Dare certezza ai pagamenti diretti alle imprese e lavorare sull'ampliamento e l'esigibilità dellae compensazioni tra crediti commerciali e debiti fiscali». Temi che ritornano anche nei propositi del pidiellino Bernardo: insisteremo su «risorse vere e reali a disposizione, snellimento delle procedure, e pagamenti veloci viste le ricadute positive che il provvedimento potebbe avere per le imprese e le famiglie».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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