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NOVITÀ NORMATIVE

IL SISTEMA DEI PAGAMENTI PUO' BLOCCARE I VIRTUOSI.

Milano è il Comune italiano con più liquidità in cassa, ma dal decreto sui pagamenti rischia di non ottenere «bonus»; anzi, con il Patto di stabilità che nel 2013 è diventato più severo, può incontrare proprio quest'anno i problemi maggiori nei pagamenti.
A escludere Milano dai benefici c'è il fatto che Palazzo Marino, grazie anche a operazioni "straordinarie" come la vendita di Sea, è riuscito in questi mesi a pagare con una buona regolarità i propri debitori, per cui non ha «quote» significative da chiedere al tavolo che sbloccherà le risorse dal Patto. Peccato, perché quest'anno le operazioni straordinarie non possono certo ripetersi, e i vincoli più stringenti del Patto rischiano di inceppare il meccanismo dei pagamenti. Non si tratta, com'è ovvio, di un problema solo milanese: la stessa situazione, solo per restare in Lombardia, si ripete a Bergamo, che a fine 2012 ha ottenuto dalla vendita di A2A 4 milioni utilizzati proprio per estinguere i debiti, o a Brescia, che grazie alla propria «virtuosità» dei conti ha ottenuto l'anno scorso l'esclusione dal Patto in cambio dell'obbligo al solo pareggio di bilancio.
La "beffa" può sembrare ovvia in un provvedimento che concentra la propria attenzione sugli arretrati, ma con un piccolo passo ulteriore nel ragionamento si comprende che il problema è estesissimo. Comuni e Province possono chiedere all'Economia di sbloccare i «debiti certi, liquidi ed esigibili», o per i quali sia comunque stata emessa fattura, entro il 31 dicembre scorso. Ma che cosa accade per i debiti che avevano queste caratteristiche, ma sono stati saldati nei primi mesi del 2013, cioè proprio nel periodo dell'anno in cui i sindaci pagano di più prima di esaurire gli spazi finanziari concessi dal Patto?
Se si escludono dal meccanismo, si rischia di tagliare le gambe allo sblocca-debiti. In realtà, il primo comma del provvedimento offre un appiglio, perché prevede l'esclusione dal Patto dei «pagamenti sostenuti nel corso del 2013», e quindi si potrebbe in via interpretativa allargare il bonus alle fatture appena saldate. Servono però indicazioni ufficiali, rapide perché le richieste degli enti vanno presentate entro fine mese.
All'altro capo della classifica della «virtù» contabile, va invece sciolto un nodo che riguarda i sindaci impegnati negli aiuti anti-dissesto. Nel loro caso i piani di rientro devono coprire anche la restituzione dell'anticipazione, ma come fa un piano decennale a garantire un ammortamento di 30 anni?
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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