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NOVITÀ NORMATIVE

TARES: ANCHE LA GIUNTA PUO' DECIDERE -IN DEROGA- RATE E SCADENZE.

Scadenze e numero delle rate di versamento in acconto della Tares possono essere deliberate anche dalla giunta comunale. Per l'anno in corso, infatti, l'articolo 10 del dl 35/2013 deroga a quanto disposto dall'articolo 14 del dl 201/2011, che a regime demanda al consiglio comunale il compito di modificare le scadenze stabilite dalla legge.
Questa interpretazione si ricava dalla formulazione letterale dell'articolo 10 che, per il 2013, ha apportato delle modifiche alle regole contenute nell'articolo 14 del dl «salva Italia», che ha istituito la Tares. La nuova disposizione per accelerare l'iter per la riscossione del tributo in acconto e far fronte all'esigenza di comuni e gestori di anticipare la data di pagamento e l'incasso delle somme dovute dai contribuenti, al fine di garantire lo svolgimento del servizio di smaltimento dei rifiuti, ha introdotto delle deroghe alla disciplina della tassa. Scadenze e numero delle rate di versamento sono stabilite dal comune con deliberazione adottata, «anche nelle more della regolamentazione comunale del nuovo tributo», e pubblicata sul proprio sito web almeno 30 giorni prima della data indicata per il pagamento.
La prima rata, dunque, non dovrà più essere versata a luglio, come previsto dal dl rifiuti (1/2013), ma potrà essere anticipata, anche nel caso in cui il comune non abbia adottato il regolamento, il cui termine per la deliberazione è attualmente fissato al prossimo 30 giugno. Pertanto, anche in assenza di un'espressa previsione, si può ritenere che la giunta comunale abbia il potere di stabilire le scadenze e il numero delle rate. In caso contrario, non avrebbe senso la norma nella parte in cui consente la deliberazione nelle more del regolamento. Atto che è invece di competenza del consiglio comunale.
Del resto, se così non fosse il legislatore avrebbe confermato ciò che è già previsto dall'articolo 14, vale a dire che le scadenze stabilite dalla norma a regime (gennaio, aprile, luglio, ottobre) possono essere modificate solo con regolamento. Come già evidenziato, la facoltà di deliberare le scadenze anche prima dell'approvazione del regolamento è dettata dall'urgenza che hanno comuni e gestori di incassare una quota parte del tributo per assicurare il servizio. E la delibera di giunta consente di raggiungere questo risultato in tempi brevi.
È poi espressamente disposto che per le prime due rate i comuni possono inviare ai contribuenti i modelli di pagamento precompilati già predisposti per il pagamento di Tarsu, Tia1 o Tia2 o indicare altre modalità di versamento giù utilizzate in passato. Considerato che la nuova disposizione prevede inoltre che i comuni hanno anche la facoltà di fare ricorso alle altre modalità di pagamento «già in uso per gli stessi prelievi», è sostenibile la tesi che concessionari e gestori possano incassare i versamenti in acconto. Le somme pagate verranno poi scomputate da quella dovuta, a titolo di Tares, per l'anno 2013, che verrà richiesta con l'ultima rata e che dovrà essere versata solo nelle casse comunali. Anche la maggiorazione sui servizi si pagherà con l'ultima rata, ma il gettito è riservato allo stato.
FONTE: ITALIA OGGI

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