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NOVITÀ NORMATIVE

ENTI LOCALI E GLI EFFETTI DEL PATTO DI STABILITA'

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge 42/2010 accompagnata a stretto giro dalle istruzioni della Ragioneria generale si definisce il quadro delle regole 2010 per i conti dei Comuni.
Si arriva così a un punto fermo sul trattamento contabile delle entrate da dismissioni immobiliari, cessioni di quote societarie e dividendi, oggetto di una travagliata storia normativa. Come chiarisce la Ragioneria generale nella circolare 15/2010 diffusa ieri, tutto dipende dalle scelte operate nel 2009. Gli enti che l'anno scorso hanno chiuso il bilancio prima del 10 marzo escludendo queste entrate dal patto, come permetteva di fare una norma poi abrogata, saranno costretti a ripetere l'esclusione anche nel 2010 e 2011; gli altri, invece, saranno costretti a includerle nei calcoli.
Questa previsione cambia drasticamente le prospettive per molti enti: in particolare, chi nel 2010 ha deciso di puntare su queste entrate, e in particolare sulla vendita del mattone, per raggiungere gli obiettivi sempre più ambiziosi imposti dalla finanza pubblica rischia di compiere uno sforzo vano, almeno ai fini del patto, perché queste risorse non concorreranno al raggiungimento dell'obiettivo.
Anche per chi non ha in programma alienazioni, sotto il profilo finanziario l'obbligo di mantenere la scelta operata nello scorso esercizio non porta aiuto per il 2010, e produce forti svantaggi nel 2011. Per l'anno prossimo, infatti, il patto chiede di migliorare del 165% il saldo di partenza registrato nel 2007, infatti, il mantenimento di una base di calcolo fortemente negativa è un handicap in più, e tutti gli enti che hanno escluso le alienazioni nel 2009 si trovano doppiamente beffati: nessun aiuto sul saldo programmatico e obbligo di "rinuncia" a un'entrata rilevante per raggiungere l'asticella 2011 fissata sempre più in alto.
Prima dell'ultima novità normativa, del resto, era scontato che l'esclusione prevista nel 2009 sarebbe valsa solo per l'anno scorso. Lo diceva il tenore letterale della norma (articolo 7-quater, comma 10 del Dl 5/2009, dove si spiegava che l'operazione era collegata al «rispetto del patto di stabilità interno per il 2009 e non per il triennio 2009/2011.
Notizie di segno migliore, invece, arrivano dalla circolare di Via XX Settembre sul fronte della regionalizzazione del patto. Per il 2010/2011, infatti, è confermata la possibilità per le regioni di «adattare» in chiave territoriale i vincoli di finanza pubblica, ma la Ragioneria ribadisce che anche «i criteri di individuazione degli enti beneficiari» possono essere fissati sul territorio (grazie all'articolo 7-quater del Dl 5/2009).
Per dare ordine a un quadro che rischia di frammentarsi eccessivamente era prevista un'intesa in Conferenza unificata, con linee guida uniformi per tutto il territorio nazionale, che però non si è ancora affacciata: nell'attesa, spiega la circolare, è «opportuno» che le regioni comunichino alla Ragioneria generale le proprie scelte e concordino le modalità applicative e di raccolta dei dati.
Nelle proprie istruzioni Via XX Settembre torna poi sulla certificazione dei debiti nata a fine 2008 per accelerare i rimborsi alle imprese fornitrici di beni e servizi. Il meccanismo è stato prorogato anche per il 2010 - ci ha pensato l'articolo 1, comma 16 del Dl 194/2009 -, e la Ragioneria invita gli enti a sfruttare a fondo questa norma, che consente anche di evitare l'affollarsi in bilancio di residui passivi.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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