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NOVITÀ NORMATIVE

CTP MANTOVA: RURALITA' CON EFFETTO RETROATTIVO.

La retroattività degli effetti della variazione catastale ai fini del riconoscimento della ruralità può retroagire anche oltre il quinquennio precedente. Lo affermano alcune sentenze della Commissione tributaria provinciale di Mantova (n. 20/1/2013, n. 63/02/2013, n. 65/2/2013 ed altre). La questione riguarda il riconoscimento della qualifica di fabbricato rurale a seguito dell'orientamento della Corte di cassazione secondo cui i benefici fiscali sono condizionati dall'annotazione catastale.
La procedura è stata codificata in legge con l'articolo 7, comma 2 bis del Dl 70/2011 abrogato con effetto dal 1° gennaio 2012, dall'articolo 13 del Dl 201/2011 come modificato dal Dl 16/2012. Permane comunque l'obbligo dell'iscrizione catastale dei fabbricati rurali in base al comma 14 ter del citato articolo 13 (il cui termine è stato prorogato al 31 maggio 2013 per le zone colpite dal terremoto 2012).
In forza dell'abrogato articolo 7 i proprietari di fabbricati rurali hanno dovuto procedere alla qualificazione degli immobili già iscritti nel catasto urbano mediante comunicazione di variazione dapprima in forza del Dm 14 settembre 2011 e poi con il Dm 26 luglio 2012. Entrambi i provvedimenti attuativi precisavano che le domande di variazione dovevano contenere l'autocertificazione che l'immobile possedeva i requisiti a decorrere dal quinto anno antecedente a quello di presentazione della domanda. In sostanza le domande trasmesse entro il 30 settembre 2012 dovevano affermare che le costruzioni erano rurali dal 2007.
Alla luce di tale precisazione recepita dal sistema dell'agenzia del Territorio, appare ovvio il riconoscimento della ruralità anche per gli anni precedenti a quello di presentazione della domanda. Che senso avrebbe riconoscere la ruralità solo dal 2012 a condizione che il fabbricato fosse rurale dal 2007 mentre se lo fosse stato dal 2010 non avrebbe potuto essere rurale dal 2012, ma solo dal 2015? Gli effetti retroattivi della variazione sono espressi dall'articolo 7 del Dm 26 luglio 2012. La retroattività delle annotazioni catastali sono stati riconosciuti anche dalla Ctr di Bologna n. 65/12/12, dalla Ctp di Brescia n. 89 del 17 ottobre 2012, Savona n. 67 del 7 agosto 2012, Forlì n. 220 6 dicembre 2012.
In senso contrario la Ctr di Milano n. 77 del 24 maggio 2012. La Ctp di Mantova è andata oltre affermando che la ruralità doveva riconoscersi anche per 2004 e 2005 (oggetto di contestazione) in quanto la condizione oggettiva non era mutata. Dal dispositivo dei giudici di primo grado viene affermato il principio che a seguito dell'abrogazione dell'articolo 7 del Dl 70, torna in vigore: la preminenza del requisito oggettivo del fabbricato rurale (articolo 9, Dl 557/1993).
In sostanza è la funzione della costruzione che la qualifica rurale. Infatti, l'articolo 1 del Dm 26 luglio 2012 afferma che ai fabbricati rurali sia abitativi che strumentali è attribuito un classamento in base alle regole ordinarie in una delle categorie catastali previste dal quadro generale; ciò significa che l'ufficio dell'azienda agricola manterrà la qualifica A/10 con un'annotazione, ancorché in quanto rurale assolverà l'Imu nella misura del 2 per mille. Rimane confermata la categoria D/10 per i fabbricati aventi funzioni produttive connesse alle attività agricole.
La conferma della retroattività è molto rilevante per le numerose questioni che vengono affrontate nel contenzioso per gli anni precedenti al 2012 per i quali l'imposta comunale non era dovuta per le costruzioni rurali.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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