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NOVITÀ NORMATIVE

MEF: TARES OK E PATTO INTOCCABILE.

Tares promossa perché semplificherà gli adempimenti. E i problemi applicativi sono stati risolti. Paolo Puglisi, capo della direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale delle Finanze, ieri, nel corso dell'audizione alla Camera sul decreto pagamenti (il termine per gli emendamenti è slittato a martedì e l'aula inizierà a lavorarci dal 6 maggio), ha chiarito che la nuova tariffa parte dal 2013 e il dl 35 mira ad evitare i problemi gestionali evidenziati dagli enti locali, dove non sono state prese tutte le misure necessarie per partire da gennaio.
I problemi applicativi sono stati risolti, secondo Puglisi:
1) la prima rata era stata rinviata al 1° luglio 2013 ma ciò creava un problema di liquidità agli enti locali, la norma introdotta prevede che a decidere il numero di rate per la riscossione del tributo siano i comuni che quindi possono anticiparla purché la pubblichino sul sito;
2) la norma introdotta consente per le prime scadenze esclusa l'ultima rata possano essere assolte usando le modalità di versamento relative ai tributi o ai prelievi attuati localmente, usando anche i relativi bollettini;
3) la maggiorazione standard di 30 centesimi viene posticipata all'ultima data di versamento con gettito della maggiorazione riservato allo stato ed eliminazione della facoltà dei comuni di aumentarla di altri 10 centesimi;
4) il nuovo tributo potrà essere riscosso tramite glia attuali gestori della riscossione dei rifiuti urbani, che non avrebbero avuto titolo per farlo;
5) escluse le aree comuni condominiali e le aree scoperte pertinenziali possedute da soggetti commerciali.
Giovanni D'Avanzo, capo della direzione studi e ricerche economico-fiscali delle Finanze ha raffreddato le speranze di un allargamento della compensazione. La norma che è nel decreto, ha detto, afferisce solo alla compensazione con debiti fiscali con istituti deflattivi del contenzioso, che hanno una incidenza sul gettito marginale.
Una compensazione sicura perché ridotta e in merito alla quale gli enti possono essere più precisi.
Se invece l'istituto viene ampliato a tutti i debiti fiscali, secondo D'Avanzo, tutta la compensazione sarebbe scaricata sul gettito tributario, la liquidità diminuirebbe e i pagamenti verrebbero bloccati. Altra gelata sui vincoli del patto di stabilità locali, che secondo l'esponente del dipartimento “non si toccano”.
D'Avanzo ha spiegato che il rapporto deficit/Pil arriverà a 2,9% e che da settembre le entrate tributarie sono diminuite di 15 miliardi di euro rispetto alle previsioni. Il dl 35 si muove comunque nei limiti del rispetto del 2,9%.
FONTE: ITALIA OGGI

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