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NOVITÀ NORMATIVE

SANZIONI PATTO RETROATTIVE PER OTTO COMUNI.

La vendetta è un piatto che si consuma freddo. L'adagio vale anche per le violazioni al patto di stabilità interno da parte degli enti locali. Per otto comuni, infatti, le sanzioni scatteranno nel 2013 anche se lo sforamento riguarda anni pregressi. Con un decreto del Viminale del 16 aprile scorso (in corso di pubblicazione sulla G.U.), per 6 municipi è stata accertata l'inadempienza al Patto 2010, mentre per i restanti due la violazione si riferisce al 2011. Quasi tutti appartengono al Centro-Sud (l'unica eccezione e Castellarano, in provincia di Reggio Emilia).
Due sono i capoluoghi di provincia: Reggio Calabria, oggi alle prese con la procedura di predissesto, e Isernia. Di norma, la verifica circa il rispetto o meno del Patto avviene nell'anno successivo a quello di riferimento, sulla base delle certificazioni che ciascun ente deve trasmettere al Mef entro il 31 marzo. Per esempio, nel 2013 si è certificato il risultato conseguito nel 2012 e così via. La normativa, tuttavia, prevede anche la possibilità di un accertamento retroattivo, nel caso in cui lo sforamento emerga in un momento successivo.
Ciò può accadere anche a seguito di un ravvedimento tardivo dell'amministrazione, ma di solito si verifica a seguito dei controlli svolti dalla Ragioneria generale dello stato o della Corte dei conti. In tali casi, le sanzioni previste per i renitenti scattano nell'anno successivo a quello in cui il mancato rispetto del Patto è stato accertato.
I predetti comuni, pertanto, non potranno, nel 2013, effettuare nuove assunzioni, ricorrere all'indebitamento ed impegnare spese correnti per importi superiori alla media degli impegni assunti nello scorso triennio. Ma, soprattutto, essi subiranno un taglio delle spettanze, che da quest'anno verrà applicato sul nuovo fondo di solidarietà comunale istituito dalla legge 228/2012. Laddove quest'ultimo non fosse sufficientemente capiente, scatterà l'obbligo di versare la differenza al bilancio dello stato.
Per fortuna dei comuni interessati, la multa non verrà applicata in misura pari allo sforamento (ovvero alla differenza fra il saldo e l'obiettivo di Patto), giacché per gli anni considerati era prevista una clausola di salvaguardi a che limitava la riduzione al 3% delle entrate correnti registrate nel consuntivo dell'anno precedente a quello cui è stato realizzato lo sforamento. Da quest'anno, invece, non è più previsto alcun paracadute.
FONTE: ITALIA OGGI

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