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civica

NOVITÀ NORMATIVE

CHIARIMENTI TARES DALLA CIRCOLARE 1/DF

I comuni, con delibera del consiglio, possono scegliere per il 2013 il numero e la scadenza delle rate della Tares. Se il comune non lo fa, le rate restano fissate a luglio e a ottobre. Per il pagamento delle prime due rate i comuni possono consentire ai contribuenti di utilizzare i modelli di pagamento dello scorso anno relativi alla Tarsu, alla Tia 1 o alla Tia 2. L'ultima rata va pagata solo con il modello F24 o il bollettino di conto corrente postale. La maggiorazione di a 0,30 euro per metro quadrato è riservata allo Stato. Non può essere aumentata fino a 0,10 e va versata in unica soluzione con l'ultima rata. I comuni possono continuare ad avvalersi per la riscossione del tributo dei soggetti affidatari del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
Sono questi i punti di maggiore interesse della circolare n. 1/Df del 29 aprile 2013 della direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale del Mef, sulle novità in materia di Tares contenute nell'art. 10, comma 2, del dl 35/2013, che operano limitatamente all'anno 2013, anche in deroga all'art. 14 del dl Salva Italia (dl n.201/2011).
La norma Tares prevede che il versamento sia effettuato in 4 rate (gennaio, aprile, luglio e ottobre); per il 2013 la prima rata era addirittura slittata a luglio. La norma del dl n. 35 del 2013 rimette le cose a posto riconoscendo ai comuni, per il solo anno 2013, di stabilire con deliberazione consiliare sia il numero che la scadenza delle rate, ma occorre che detta delibera, ai fini della conoscibilità dei contribuenti, sia pubblicata anche sul sito web dell'ente locale almeno 30giorni prima della data di versamento. Se il comune rimane inerte il termine per il versamento della prima rata resta fissato a luglio e mentre l'ultima rata a ottobre 2013, come prescrive il comma 35 dell'art. 14 del dl n. 201 del 2011.
La circolare precisa che per il pagamento delle prime due rate gli enti locali possono inviare ai contribuenti i modelli di pagamento già predisposti e precompilati per il versamento dei precedenti prelievi e cioè per la Tarsu, per la Tia 1 e per la Tia 2. Gli stessi enti possono, inoltre, utilizzare le altre modalità di pagamento dei predetti tributi, già in uso durante l'anno 2012. Gli importi in tal modo versati dovranno essere tenuti in conto per determinare l'ultima rata a saldo che dovrà essere quantificata sulla base dei nuovi importi stabiliti per la Tares. Naturalmente se il comune ha già disciplinato il nuovo tributo, può utilizzare gli strumenti di pagamento precompilati con gli importi determinati sulla base delle tariffe approvate.
Per la seconda deve essere necessariamente utilizzato il modello F24 o il bollettino di conto corrente postale che è in via di predisposizione.
La maggiorazione Tares deve essere versata contestualmente all'ultima rata. La novità consiste nel fatto che il gettito è riservato allo stato. La circolare precisa che il suo importo è pari a 0,30 euro per metro quadrato, e che i comuni non possono aumentarla fino a 0,10 euro, ma continuano ad applicarsi ad essa le agevolazioni di cui ai commi da 15 a 20 dell'art. 14 del dl n. 201, come ad esempio quelle previste per le abitazioni con unico occupante o tenute a disposizione per uso stagionale o altro uso limitato e discontinuo.
I comuni per il 2013 possono continuare ad avvalersi per la riscossione del tributo dei soggetti affidatari del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Il dl 35 deroga, quindi, alla disciplina generale di cui al comma 35, dell'art. 14 del dl 201, in base alla quale la Tares è versata esclusivamente al comune. È ovvio, però che il gettito derivante dalla maggiorazione è comunque riservato allo stato.
L'ultima precisazione della circolare attiene alle modifiche apportate al comma 4, dell'art. 14 che nulla prevedeva in relazione alle aree scoperte pertinenziali e accessorie di locali diversi da quelli delle civili abitazioni, a differenza di quanto stabilito in vigenza della stessa Tarsu. Con la nuova formulazione ci si riallinea alle previgenti disposizioni Tarsu, per cui sono escluse dalla tassazione, a eccezione delle aree scoperte operative, le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili e le aree comuni condominiali di cui all'art. 1117 c.c. che non siano detenute o occupate in via esclusiva.
FONTE: ITALIA OGGI

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