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NOVITÀ NORMATIVE

ALLO STUDIO LA TASSA ICS CHE INGLOBERA' IMPOSTE E TASSE COMUNALI.

È già in via di definizione, frutto degli accordi di maggioranza, un maxi-emendamento al decreto sui ritardi di pagamento destinato alla moratoria sull'acconto Imu di metà giugno, la rinuncia a portare l'Iva dal 21 al 22% a luglio e il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga.
In tutto, una mini-manovra di 2,8 miliardi di euro, in grado di far fronte alle emergenze. Per l'Imu la questione di copertura è solo rinviata poiché si stabilirà uno slittamento (che non incide quindi sui saldi) in attesa del promesso superamento dell'imposta.
Il Pdl chiede la soppressione definitiva della tassa; il premier, sulla scorta delle indicazioni degli altri partiti della maggioranza, dei sindacati e persino dell'Ocse, ne vuole soltanto il «superamento». Al momento l'ipotesi più gettonata è di un innalzamento della franchigia dell'Imu sulla prima casa, oggi fissata a 200 euro, che potrebbe essere aumentata a 500 euro. Tale operazione sarebbe la più semplice da adottare, anche se resta irrisolto il nodo dei valori catastali molto sperequati.
Il premier Enrico Letta preferirebbe però affidare il superamento dell'Imu a una nuova tassa, l'imposta casa e servizi (Ics) sul modello dell'imposta municipale che in Germania assicura buona parte del finanziamento dei comuni. In sostanza, l'ipotesi è creare una imposta unica che dal 2014 dovrebbe sostituire Imu, Tares, imposta di registro e addizionale comunale Irpef.
La base imponibile sarebbe costituita dalla rendita catastale riformata, applicando all'imposta alcune detrazioni per figli a carico e per la prima casa. In più la Tassa Ics graverebbe anche sugli affittuari, recuperando almeno 2 miliardi di gettito evaso dell'imposta di raccolta e smaltimento rifiuti (oggi Tares).
L'operazione si prospetta tuttavia complessa. Soltanto l'abrogazione dell'addizionale comunale Irpef costa 4,1 miliardi di euro, che difficilmente potrebbero essere compensati da una addizionale allo studio dell'1,5% del valore catastale dell'immobile. A parte l'infelice precedente di accorpamento di imposte del 1997, quando vide la luce l'Irap, l'intervento rischia di creare non poche sperequazioni o in alternativa aggravare i difetti già evidenziati dall'Imu, anche affiancando alla tassa una mini patrimoniale sulle case di lusso. Inoltre non sono contemplati gli effetti sulle imprese e sulle attività produttive.
FONTE: ITALIA OGGI

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