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RISCOSSIONE TRIBUTI: LE SOCIETA' IN-HOUSE OPZIONE PER I COMUNI.

Le società in house battono Equitalia. Queste infatti, tra i capoluoghi di regione, sono la soluzione preferita per la riscossione dei tributi. In vista della scadenza del mandato a Equitalia prevista per il prossimo 30 giugno, l'opzione società in house (società con capitale interamente pubblico, gestita dal comune di appartenenza) è la prima scelta anche per molti dei capoluoghi di regione che sperano nella proroga del servizio. Esiste anche il sistema misto messo in atto in Italia solo a Trento.
Questo consiste nell'affidare la riscossione coattiva a soggetti differenti (società, comune, imprese) a seconda del tributo che deve essere incassato. Viaggiano alla pari invece la scelta di gestire direttamente il servizio a livello comunale, e l'affidamento del servizio ad aziende vincitrici di apposite gare d'appalto. Questi i risultati emersi durante l'inchiesta svolta da ItaliaOggi, avente ad oggetto l'organizzazione delle principali città italiane in attesa che venga sciolto il nodo del rinnovo o meno del mandato a Equitalia.
Il sistema Trento. Nel comune altoatesino, la riscossione coattiva delle entrate tributarie e non tributarie è stata affidata a partire dal 1° gennaio 2013 a Trentino Riscossioni S.p.A., società a capitale interamente pubblico. A seguito dell'affidamento del servizio, tra le competenze del servizio tributi del comune è rimasta solo la riscossione coattiva di Ici e Imu. A Trentino riscossioni, è inoltre affidata la riscossione di tutti i tributi a livello provinciale. Differente invece la soluzione per quanto per quanto riguarda le pratiche relative a Tarsu, Tia e Tares. La riscossione coattiva delle ultime due infatti, è affidata al gestore del servizio, ovvero Dolomiti energia. All'ufficio tributi del comune resta solo la riscossione coattiva delle entrate patrimoniali.
Le società in house. Tra i comuni che hanno scelto l'opzione in house, ritenuta all'unanimità quella che disperde la minor quantità di risorse economiche, o ambiscono a porla in essere nel caso in cui la proroga al mandato di Equitalia non arrivi, Ancona, Torino, Roma, Milano, Palermo, Firenze, Genova e Venezia. Primo tra i comuni, il capoluogo piemontese.
A Torino infatti a partire dal 1° gennaio 2005, la riscossione coattiva e ordinaria di tutti i tributi, è stata affidata alla Soris S.p.a. Simile anche la situazione nel capoluogo siculo. Dal 2010, infatti, il comune di Palermo ha affidato il servizio alla Sarit S.p.a, anche essa società a capitale interamente pubblico. Pronta a fornire il proprio servizio dal 1° luglio prossimo, indipendentemente dall'arrivo o meno della proroga, è invece Ancona entrate. Stessa situazione anche Roma, dove dal 1° luglio sarà Aequa Roma S.p.a ad occuparsi della riscossione tributi sul territorio. Pronto a staccarsi da Equitalia, anche il capoluogo lombardo.
Il governatore della regione Roberto Maroni ha più volte annunciato l'intenzione di creare un apposito ente gestito direttamente dalla regione. A cavallo tra la speranza della proroga e l'avvio di una società in house, i comuni di Firenze, Genova e Venezia. Questi infatti hanno già pronto un piano per la creazione di una società in house che si occupi della riscossione a tutto campo.
Comuni e società esterne alla pari. Identica invece la statistica tra le città che hanno già optato od opteranno per la gestione del servizio internamente al comune, e quelle che invece hanno affidato la riscossione coattiva a società private, vincitrici di apposite gare di appalto. Tra i capoluoghi che hanno scelto la prima strada, l'Aquila, Campobasso e Cagliari.
Sia il capoluogo abruzzese che quello molisano, gestiscono in modo autonomo il servizio di riscossione, già dal 1 gennaio 2010. Affidata invece tramite gara di appalto, è la riscossione coattiva nei comuni di Potenza, Catanzaro, Bologna e Perugia. Solo Potenza e Bologna hanno però già a affidato il servizio ad apposite società. In Emilia Romagna, in particolare, il servizio è gestito da società diverse a seconda delle province. In tutti gli altri comuni, le gare sono invece ancora in corso. A sottolineare diffusione del fenomeno, è intervenuto anche il presidente dell'Associazione nazionale delle aziende concessionarie dei servizi entrate per gli enti locali (Anacap), Pietro di Benedetto. Il presidente, in una lettera indirizzata al Governo, ha infatti fatto presente come «è necessario che Governo elabori un progetto sistematico in materia di riscossione coattiva, coinvolgendo l'associazione delle aziende private, che gestiscono servizi tributari in più di 4 mila comuni italiani in particolare, partendo dal dato del progressivo disimpegno di Equitalia dal settore della riscossione».
Tra i comuni che restano invece in attesa della proroga, Aosta, Trieste e Napoli. In questi tre infatti, il servizio è ancora interamente gestito solo da Equitalia.
FONTE: ITALIA OGGI

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