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NOVITÀ NORMATIVE

ALIENARE LE PARTECIPATE E' UN PERCORSO DIFFICILE.

Gli enti locali, soprattutto quelli di dimensioni più contenute, sono chiamati, e lo saranno ancora più frequentemente in futuro, ad alienare le proprie partecipazioni. Tuttavia, la cessione non è un percorso semplice.
Al di là delle eccezioni, per le strumentali è previsto lo scioglimento entro il 31 dicembre 2013 o, in alternativa, la cessione dell'intera partecipazione attraverso una gara ad evidenza pubblica entro il 30 giugno 2013, con contestuale assegnazione del servizio per cinque anni non rinnovabili a partire dal 1° gennaio 2014. Prima di procedere alla redazione del bando di gara, è indispensabile un'attenta lettura degli statuti aziendali, che consenta di verificare l'eventuale esistenza di norme sul diritto di prelazione da parte degli altri soci e le altre clausole sul trasferimento di quote.
In caso di compartecipazione, è inoltre opportuno che la volontà di procedere alla vendita delle proprie azioni o quote sia comunicata al consiglio di amministrazione e condivisa in assemblea dei soci. Il percorso logico che ha portato l'ente cedente alla scelta di alienare la propria partecipazione potrebbe essere stato diverso, o comunque basato su presupposti distinti, rispetto agli altri soci. Inoltre, la scelta degli altri proprietari di mantenere oppure di alienare la partecipazione potrebbe dipendere anche dalle decisioni dei soci con percentuale di partecipazione più significative.
Nel caso in cui i soci che decidono di alienare siano più di uno, è consigliabile compiere una alienazione congiunta con un unico bando di gara che raccolga le partecipazioni di tutte le amministrazioni intenzionate a cedere la partecipazione di una stessa società, anche al fine di rendere maggiormente «appetibile» il pacchetto complessivo. La cessione delle quote societarie impone l'espletamento di una procedura ad evidenza pubblica per l'individuazione dell'acquirente, secondo quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di contratti pubblici e salvo la messa a disposizione agli altri soci eventualmente prevista dallo statuto societario (prelazione). Ovviamente, affinché sia possibile redigere il bando di vendita, è necessario sintetizzare il valore della società e, qualora non sia totalitaria, stimare il valore della partecipazione dell'ente locale.
I metodi che possono essere utilizzati per la valutazione delle società partecipate dagli enti locali non si discostano, almeno da un punto di vista tecnico e operativo, da quelli che possono essere impiegati per una qualsiasi impresa privata. Per la valutazione delle società potranno essere usati metodi diretti o indiretti. I primi, basati sulla preliminare valutazione della società oggetto di dismissione da parte del mercato, sono praticamente inutilizzabili nel caso di società pubbliche. I secondi appaiono invece i più adattati. Tra questi ultimi si distinguono il metodo patrimoniale (semplice o complesso), reddituale (semplice o complesso) e misto.
Quest'ultimo consente di ridurre il margine di soggettività del metodo reddituale quantificando anche gli elementi oggettivi del patrimonio. Nel caso in cui all'alienazione sia abbinato un contratto di servizio, la valutazione dovrà necessariamente tenerne conto, considerando che esso costituisce il valore principale ceduto in termini di ricavi futuri e, al tempo stesso, specifica diritti e doveri in capo all'acquirente che gestirà il servizio. E allora la bozza di contratto di servizio dovrà necessariamente «accompagnare» il bando. Infine, data la presumibile difficoltà dei mercati, è opportuno individuare eventuali «piani b» qualora il bando vada deserto ed eventuali trattative private falliscano. Il problema è che la legge obbliga gli enti a dismettere, quindi quale strada seguire? Liquidazione?
Recesso ex lege per impossibilità sopravvenuta di mantenere la partecipazione? Ed ancora. Come trattare i rapporti con i dipendenti? A quest'ultimo proposito, ricordiamo soltanto che è escluso il «riassorbimento» da parte dell'ente locale nel caso in cui l'assunzione sia avvenuta senza un concorso pubblico.
FONTE: ITALIA OGGI

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