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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: SI PROFILA L'IPOTESI DELL'ACCONTO SULLA PRIMA CASA A SETTEMBRE.

Niente decreto ma sull'Imu l'ipotesi di intervento sta prendendo una forma definita. Al prossimo Consiglio dei ministri l'approvazione di un provvedimento è data per certa (si veda la pagina a fianco) ed è quindi evidente che il lavorìo del Governo viene fatto sulla base di testi tra loro non troppo distanti. E che comunque prevedono lo slittamento al 16 settembre dei pagamenti dell'Imu sull'abitazione principale.
Il nodo è, come sempre, sulla copertura. Certo una delle ipotesi che giravano, quella di un ritorno al 2012 con la possibilità di rateizzare in tre tranche quanto dovuto per l'abitazione principale, appare come un palliativo per le famiglie. Che differenza fa, infatti, rimandare di tre mesi il 17% dell'Imu e anticiparne altrettanto di altri tre mesi? A questo, infatti, si arriverebbe, concedendo la possibilità (prevista eccezionalmente l'anno scorso) di pagare il 17 giugno, 16 settembre e 16 dicembre l'Imu sulla prima casa. Altro che abolizione, altro che sospensione. Eppure qualcuno ne parlava, anche se l'accordo che era stato incautamente annunciato era su ben altre basi: quelle di un congelamento vero e proprio del pagamento dell'imposta.
Congelamento che del resto sembra l'unico contenuto sicuro nell'annuncio che il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha voluto dare all'uscita dal Consiglio dei ministri. Il congelamento, però, non elimina certo i problemi di gettito che un'abolizione dell'imposta solleverebbe in maniera grave: parliamo di almeno due miliardi da restituire ai Comuni entro giugno, pari ai versamenti della prima rata relativa alla sola abitazione principale. E infatti le ipotesi ventilate, almeno due, partono dallo stesso presupposto: spostare i pagamenti al 16 settembre, consentendo in cambio un'anticipazione di tesoreria di un importo pari alla metà dell'Imu sull'abitazione principale e relative pertinenze calcolata con l'applicazione dell'aliquota dello 0,4 per cento (senza quindi tener conto delle eventuali differenze decise dai singoli comuni). E nel frattempo procedere a una riforma strutturale della tassazione immobiliare.
La soluzione, quindi, sembrava a portata di mano: sospendere i versamenti, anticipare due miliardi prelevandoli dalla tesoreria e approfittare dei tre mesi per trovare una copertura seria. Il problema, probabilmente, è proprio qui. Nessuno sconto, comunque, per le altre tipologie immobiliari: nelle ipotesi affrontate dal Governo la sospensione riguarda comunque esclusivamente l'abitazione principale, però comprendendo anche le pertinenze, al massimo tre, una per ciascuna delle categorie catastali ammesse: C6 (box e autorimesse), C2 (cantine) e C7 (tettoie e posti auto coperti).
Sul come coprire le anticipazioni di tesoreria, un'ipotesi che avrebbe dovuto essere affrontata al Consiglio dei ministri riguardava il taglio dello stipendio dei parlamentari e ai ministri, che evidentemente non sarebbe bastato ma certamente avrebbe potuto rappresentare un segna positivo per i cittadini: l'Imu sull'abitazione principale, in un certo senso, sarebbe passata a carico della classe politica.
Ma la copertura vera dovrebbe venire dal fondo per gli interventi strutturali di politica economica, uno strumento nato nel 2004 per volere dell'economia che viene alimentato con i tagli alle spese e gli incrementi delle entrate; ogni anno la legge di stabilità definisce come usare il denaro a disposizione. Il fondo adesso conta su circa 6 miliardi di dotazione, che evidentemente venendo destinati a turare questa falla non potranno essere utilizzati per scopi più vicini a quelli che il nome del fondo dovrebbe indicare. E con ogni probabilità le perplessità sollevate da una parte del Governo sono andate a toccare proprio questo tasto molto delicato.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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