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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: SE LA CASA E' SFITTA NESSUNO SCONTO.

Abitazioni principali agevolate (ma non troppo), case a disposizione o locate penalizzate. Nulla è stato previsto, né ora né prima, per il mattone residenziale non abitato direttamente dal proprietario.
Eppure circa la metà delle unità immobiliari destinate ad abitazione non è prima casa. Di fatto, sulle seconde case, cioè quelle ufficialmente tenute a disposizione, nel passaggio dall'Ici all'Imu la botta è stata fortissima: dal 74% al 140% in più, come dimostrano gli esempi qui accanto. Ma se si considerano gli acconti di giugno (che non verranno certo sospesi per queste tipologie abitative) le cose peggiorano ancora: nel 2012, infatti, a giugno si pagava in base all'aliquota di legge dello 0,76 per cento (e a dicembre la rata era stata pesantissima perché ormai i Comuni avevano deciso le aliquote 2012 e erano tutte più alte), mentre a giugno 2013 si pagherà ormai con le aliquote decise in municipio: tranne pochi casi (si veda alle pagine 4 e 5), sono quelle del 2012, quindi tra lo 0,96% e l'1,06 per cento.
È vero che alla fine, se entro il 9 maggio non sono state cambiate le aliquote con delibera, restano quelle del 2012, quindi il totale dell'Imu non cambia. Ma impressiona la differenza in occasione delle scadenze di giugno tra il 2011 (Ici), 2012 (Imu) e 2013 (Imu): a Milano, per esempio, la prima rata passa da 215 a 524 euro e infine a 662, per un'abitazione affittata di circa 100 metri quadrati, in zona semicentrale. E per fortuna che a Milano è stata conservata un'aliquota meno severa (0,96%) per le case affittate, perché per un'abitazione a disposizione di 150 metri quadrati l'aliquota è l'1,06%, quindi lo scarto è ancora più grave. Al secondo posto, Lecce spicca con percentuali quasi analoghe e tocca il 208% in più rispetto all'Ici.
Proprio su questo aspetto va detto che i Comuni non hanno approfittato quasi mai della possibilità di differenziare le aliquote tra case sfitte e case affittate, ma dove questo è accaduto, come a Milano, si è creata in molti casi un'ulteriore ingiustizia: se è vero che l'Imu ha assorbito l'Irpef sulle abitazioni a disposizione, attenuandone un poco gli effetti, ci sono però moltissimi proprietari di casa che si trovano nella scomoda situazione di avere case a disposizione senza volerlo. Perché lo sfitto non è una loro scelta ma la conseguenza di un mercato delle locazioni che, nelle grandi città, è sempre meno dinamico.
In sostanza, non è previsto dalla normativa Imu e neppure dalle delibere comunali che chi vuole affittare la casa senza riuscirci venga considerato, almeno dal punto di vista delle aliquote, come il più fortunato che ha già trovato un inquilino.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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