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NOVITÀ NORMATIVE

DAL 2016 OBBLIGO DEL PAREGGIO DI BILANCIO E REVISIONE DELL'INDEBITAMENTO.

La legge 243/2012 di attuazione del principio costituzionale del pareggio di bilancio, seppur dal 2016, imporrà profonde modifiche ai bilanci di Regioni ed enti locali, in particolare per gli equilibri di bilancio e il ricorso all'indebitamento.
L'equilibrio di bilancio sarà raggiunto (articolo 9), qualora, sia in fase di previsione che di rendiconto, l'ente registri:
- un saldo non negativo, in termini di competenza e cassa, tra entrate finali e spese finali;
- un saldo non negativo, in termini di competenza e cassa, tra entrate correnti e spese correnti, incluse le quote di capitale di ammortamento del debito.
Sono previsti dunque due equilibri (sia in fase previsionale che gestionale), così declinati:
1) le spese finali (titoli I-II) saranno finanziate solo dalle entrate finali (titoli I-II-III-IV), con esclusione del debito quale fonte di finanziamento e di riequilibrio della parte capitale del bilancio;
2) le spese correnti (titolo I) troveranno integrale copertura nelle entrate correnti (titoli I-II-III), senza apporti straordinari da altre gestioni, ora eccezionalmente ammissibili ex articolo 162, comma 6, del Tuel (si veda il caso dei permessi di costruzione).
Se il rendiconto dovesse registrare un valore negativo dei saldi di cui sopra, saranno adottate le misure correttive per il suo recupero nel triennio successivo (salvo quanto previsto dal l'articolo 10, comma 4). I saldi positivi, invece, saranno destinati all'estinzione del debito o, nel rispetto dei vincoli comunitari e dell'equilibrio dei bilanci, anche al finanziamento degli investimenti.
La legge statale definirà le sanzioni per gli enti in disequilibrio e potrà prevedere obblighi aggiuntivi per le Autonomie ai fini del raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica del complesso delle Pa.
L'articolo 10 ribadisce (si veda l'articolo 119, comma 6, della Costituzione) che l'indebitamento, ove consentito, sarà utilizzabile solo per il finanziamento degli investimenti.
Di grande rilievo appare la disciplina delle future operazioni d'indebitamento. Queste saranno ammesse:
- solo contestualmente all'adozione di piani di ammortamento di durata non superiore alla vita utile dell'investimento. I piani, inoltre, dovranno evidenziare gli oneri sui futuri esercizi e le relative coperture;
- solo sulla base di intese regionali che dovranno garantire, per l'anno di riferimento, l'equilibrio della gestione di cassa finale del complesso degli enti della Regione (inclusa quest'ultima). Gli enti locali dovranno annualmente comunicare alla Regione il saldo di cassa da conseguire e gli investimenti da realizzare con l'indebitamento o con gli avanzi pregressi.
Si potrà sempre ricorrere al l'indebitamento nel limite del l'ammontare dei prestiti annualmente rimborsati. Qualora a consuntivo si dovesse rilevare un disavanzo di cassa, questo graverà sull'equilibrio di cassa finale dell'anno seguente del complesso regionale e sarà ripartito fra gli enti che non hanno rispettato il saldo (articolo 10, comma 4). Gli articoli 11 e 12, infine, prevedono un'interessante forma di reciproca solidarietà fra Stato e Autonomie.
Nel bilancio del Mef sarà iscritto il Fondo per il concorso dello Stato, nelle fasi avverse del ciclo o in caso di eventi eccezionali, al finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni e delle funzioni fondamentali inerenti ai diritti civili e sociali, alimentato da quota parte delle risorse derivanti dal ricorso all'indebitamento consentito nelle fasi avverse del ciclo economico.
L'articolo 12, di converso, prevede che gli enti territoriali dovranno concorrere alla sostenibilità del debito del complesso delle Pa. Nelle fasi favorevoli del ciclo, i documenti di programmazione determineranno misura e modalità del contributo degli enti al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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