PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

IMU: QUATTRO PROBLEMI PER IL GOVERNO.

L'agenda del Governo non si chiuderà con lo stop all'Imu sulla prima casa. Anzi, a giudicare dalle parole del premier Enrico Letta, i dossier più importanti si apriranno dopo il rinvio del pagamento del 17 giugno. In ballo c'è il riassetto complessivo del prelievo sugli immobili, secondo un disegno che dovrebbe coinvolgere l'Imu sui capannoni e l'agricoltura, ma anche la Tares sui rifiuti.
Mettere mano all'imposta municipale significa cercare un delicato equilibrio tra esigenze di gettito, equità e crescita economica. L'Imu nel 2012 ha portato nelle casse dello Stato e dei Comuni 23,7 miliardi, di cui quattro derivanti dall'abitazione principale e sei dai fabbricati produttivi.
Le ipotesi percorribili per la prima casa, oltre all'azzeramento, sono diverse: l'aumento generalizzato della detrazione (portarla a 500 euro, per esempio, vorrebbe dire esentare tre contribuenti su quattro); l'incremento della detrazione legato al reddito del proprietario o all'indicatore Isee; o, ancora, l'esenzione selettiva in base alla categoria catastale del fabbricato.
Viste le cifre in gioco, è evidente che uno sgravio totale sulla prima casa rischia seriamente di compromettere i margini di manovra sugli altri fabbricati. Eppure, come è emerso anche nei giorni scorsi, sul tavolo del Governo ci saranno anche altre tre questioni. I capannoni, prima di tutto, per i quali il decreto "salva Italia" ha fatto scattare nel 2013 l'incremento dell'8,3% della base imponibile; e poi le abitazioni e le seconde case, chiamate a fare i conti con un prelievo elevatissimo, che – da un lato – compromette la redditività degli investimenti e penalizza gli inquilini e – dall'altro – tratta anche immobili di scarso valore come case di villeggiatura.
La possibilità di pagare l'acconto di giugno dividendo per due quanto versato l'anno scorso ha il pregio di neutralizzare i rincari automatici per le imprese, oltre che gli eventuali aumenti già decisi dai Comuni. Ma non è la soluzione. Bisognerà piuttosto ripensare tutta l'impostazione, restituendo ai sindaci la possibilità di decidere eventuali riduzioni d'aliquota sui capannoni.
Nel rimettere mano all'Imu, il Governo dovrà anche risistemare le norme che si sono stratificate negli ultimi anni, creando magari un testo unico e semplificando definizioni, regole di calcolo e modalità applicative. Oltre a questa "manutenzione" ci sono poi obiettivi più ambiziosi, come quello di far partire la service tax o di avviare la riforma del catasto. Ma se la messa a punto del nuovo tributo è una strada tutta in salita, almeno sul catasto si potrebbe partire rapidamente, sfruttando il lavoro istruttorio già svolto dall'ex agenzia del Territorio. Certo, servirà qualche anno per completarla, ma la riforma è l'unico modo per non continuare a pagare l'Imu su valori catastali spesso slegati da quelli di mercato.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<maggio 2019>
lunmarmergiovensabdom
293012345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829303112
3456789
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio