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NOVITÀ NORMATIVE

LA SERVICE TAX E' UN'IPOTESI DI DIFFICILE ATTUAZIONE.

Rivedere l'Imu, unirla alla Tares e creare la service tax collegata in via strutturale alle attività comunali. «Vaste programme», avrebbe commentato il generale De Gaulle se avesse avuto la (s)fortuna di assistere alle tante contorsioni del nostro fisco locale. L'idea della service tax, rilanciata subito dalla nuova maggioranza, rispunta a ogni giro di boa, ha parecchi pregi perché punta a un quadro coerente e organico fra tassazione locale e attività comunali da finanziare, ma ha un difetto: è complicata da attuare.
Se ne è accorto lo stesso Parlamento quando, nel 2011, lavorò al decreto correttivo sul federalismo municipale. La tempesta finanziaria e la crisi del governo Berlusconi travolsero tutto, ma le bozze sulla service tax si erano nel frattempo riempite di formule logaritmiche degne di un testo di analisi matematica. Una service tax deve armonizzare diversi fattori, coinvolgere i proprietari, gli inquilini e gli altri utilizzatori, essere misurata in base ai servizi effettivi e far quadrare i conti comunali.
Arrivare in pochi mesi a un risultato come questo, unendo due tributi pieni di problemi come l'Imu e la Tares, non sembra un compito facile, soprattutto quando il barometro della politica segna tempesta parecchie volte a settimana. Gli obiettivi ambiziosi, certo, non vanno tralasciati, ma non bisogna neppure trascurare le emergenze.
Le prime riguardano le due tempeste fiscali in programma a giugno e a Natale per industria, alberghi e commercio: mentre si studia la service tax, non è il caso di cancellare gli aumenti di base imponibile per capannoni e alberghi, rendere più flessibili i criteri dell'acconto Imu e più graduale l'applicazione del nuovo metodo di calcolo per la Tares? Proprio la vicenda del tributo sui rifiuti mostra gli effetti collaterali di programmi corretti ma mal gestiti. In questo caso l'obiettivo è quello, imposto dall'Europa, di misurare il prelievo in base alla quantità di rifiuti prodotti. Scritto in una legge del 1997 e lasciato ai Comuni di buona volontà, il tributo è stato poi abbandonato e addirittura vietato per legge. La service tax, insomma, va studiata, senza però dimenticare le emergenze e senza trascurare un problema cruciale: come si possono far pagare i servizi comunali a chi li utilizza se l'abitazione principale è "sacra" e "inviolabile" dal fisco?
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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