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NOVITÀ NORMATIVE

TOSAP E TARSU PRESCRITTE IN 5 ANNI

L'iscrizione a ruolo notificata al contribuenti in materia di tributi periodici (quali la tassa di smaltimento rifiuti, la tassa di occupazione del suolo pubblico e i contributi per il consorzio di bonifica) si prescrive nei cinque anni successivi alla notifica, se non viene notificato entro tale termine, l'avviso di mora ad esse relativo.
Sono queste le conclusioni cui è giunta la Corte suprema di cassazione, con la sentenza n. 4283, depositata il 23 febbraio 2010 e relativa all'udienza del 17 dicembre 2009, che ha esaminato il contenzioso riguardante un contribuente il quale nell'anno 2002, a seguito della notifica di tre avvisi di mora relativi ai tributi locali dianzi ricordati, proponeva ricorso alla Commissione tributaria provinciale, chiedendo che fosse dichiarata l'intervenuta prescrizione quinquennale.
Infatti il presente caso è giunto alla Corte di cassazione, dopo che il contribuente si era visto respingere il proprio ricorso, sia dalla Ctp che dalla Ctr. Le decisioni dei giudici di merito vertevano principalmente sulla tesi secondo la quale ai crediti tributari in argomento fosse applicabile la prescrizione ordinaria decennale, contemplata dall'art. 2946 c.c. Di diverso avviso, naturalmente, il contribuente che riteneva applicarsi al caso in specie, l'art. 2948 n. 4) c.c. che invoca la prescrizione cosiddetta breve, e cioè quinquennale per ciò «che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi».
Le due tesi, contrapposte, possono essere così riassunte: 1) la prescrizione quinquennale, prevista per tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad un anno, ovvero in termini più brevi, si riferisce alle obbligazioni caratterizzate dal fatto che la prestazione sia suscettibile di adempimento solo con decorso del tempo, in modo che soltanto con il decorso del tempo si realizza la causa del rapporto obbligatorio e può essere soddisfatto l'interesse del creditore per il tramite della recezione di più prestazioni, aventi un titolo unico, ma autonome fra loro; 2) la prescrizione decennale, invece, trova applicazione con riguardo alle prestazioni unitarie, suscettibili di esecuzione così istantanea, come differita, e in cui può essere prevista una pluralità di termini successivi.
In base a tali assunti, i giudici hanno ritenuto che «i tributi di cui è causa, siano elementi strutturali di un rapporto sinallagmatico caratterizzato da una causa debendi di tipo continuativo suscettibile di adempimento solo con decorso del tempo in relazione al quale l'utente è tenuto ad una erogazione periodica, dipendente dal prolungarsi sul piano temporale della prestazione erogata dall'ente impositore o del beneficio dalla stesso concesso». Invero, in tutti i casi considerati, l'utente è tenuto a pagare periodicamente una somma che, sia pure autoritativamente determinata, costituisce corrispettivo di un servizio a lui reso, o richiesto (concessione di uso di suolo pubblico, di uso di passo carrabile) o imposto (tassa per smaltimento rifiuti, contributo opere di risanamento idraulico del territorio) che intanto si giustifica in quanto anno per anno il corrispondente servizio venga erogato; né è necessario, sempre ad avviso dei giudici della Cassazione, per ogni singolo periodo contributivo, un riesame della esistenza dei presupposti impositivi, che permangono fino alla verificazione di un mutamento obbiettivo della situazione di fatto giustificante il servizio, né il corrispettivo potrebbe dall'utente essere corrisposto in unica soluzione, in quanto ab initio non determinato e non determinabile, né nell'entità, né nella durata.
Nella sentenza si osserva che «nessun rilievo può darsi alla osservazione che l'importo dei pagamenti annuali ed infrannuali possa variare nel tempo, in quanto tali variazioni non dipendono da nuova negoziazione del rapporto, che rimane stabile, ma da variazioni del costo dei servizi prestati, il cui addebito da parte degli enti impostori discende da considerazioni di politica fiscale ed economica rapportata alla generalità degli utenti del servizio e indipendenti dalla volontà del singolo contribuente.» In sostanza, quindi, l'ipotesi in argomento è assimilabile ai pagamenti relativi al corrispettivo per forniture elettriche od idriche, con l'unica differenza che, in ragione della natura impositiva del rapporto, i corrispettivi che integrano i tributi in esame non sono immediatamente legati alla entità del beneficio conseguito dal contribuente o alla entità dei consumi dello stesso, come peraltro insito nello stesso concetto generale di tributo. Concludendo, i giudici ricordano che, in base all'art. 26 del dpr 29/9/1973 n. 602, il concessionario è obbligato a conservare per un quinquennio la copia delle cartelle di pagamento e dei relativi attestati di ricevimento. Da ciò essi fanno discendere una presunzione della volontà del legislatore, di ritenere corretta la prescrizione quinquennale dei tributi o contributi in argomento.
Pertanto, in base a quanto evidenziato, la Cassazione ritiene che i tributi relativi alla Tarsu, alla Tosap e a quelli già ricordati, siano sottoposti alla prescrizione breve indicata nel termine di cinque anni, in virtù dell'art. 2948 n. 4) c.c.
FONTE: ITALIA OGGI

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