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NOVITÀ NORMATIVE

LA PROROGA DI EQUITALIA DOPO IL 1° LUGLIO PUO' NON ESSERE SUFFICIENTE.

Per evitare il caos in cui pare destinata a sprofondare di nuovo la riscossione delle entrate di Comuni e Province un intervento urgente per decreto pare ormai indispensabile.
L'addio di Equitalia dalla raccolta dei tributi degli enti locali è in programma per il 1° luglio, ma dopo la lettera con cui l'agente nazionale della riscossione ha ricordato alle amministrazioni la sua prossima uscita di scena molti sindaci non sanno che pesci pigliare. Amministratori e operatori però avvertono: una proroga senza altri elementi, per ritrovarsi fra sei mesi nelle stesse condizioni di oggi, non basta, e un eventuale rinvio dello stop a Equitalia deve avviare in fretta una riforma del settore.
«Una nuova proroga semplice – riflette Alessandro Gargani, il vicesegretario generale dell'Anci che segue da vicino tutta la vicenda della riscossione locale – non risolve nulla, perché bisogna introdurre una disciplina transitoria e affrontare finalmente la riforma del settore». La stessa linea è proposta dagli operatori, in qualsiasi punto della filiera della riscossione si trovino.
«Per superare la confusione attuale – spiega Pietro di Benedetto, presidente dell'Anacap (l'associazione che raccoglie le società private di riscossione) – si possono trovare diverse soluzioni, l'importante è fare chiarezza». Per raggiungere questo scopo, l'associazione ha scritto al Governo e alle commissioni Bilancio e Finanze del Parlamento per suggerire di prendere in esame «una bozza normativa già predisposta da Ifel (l'istituto dell'Anci per la finanza e l'economia locale, ndr.) e Anacap che semplifica il procedimento esecutivo, senza vessazioni e oneri impropri a carico del debitore».
Al ministro dell'Economia e ai direttori di dipartimento Finanze e agenzia delle Entrate ha scritto invece ieri l'Anutel, l'associazione degli uffici tributari degli enti locali: «Serve una congrua proroga» spiega la lettera firmata dal presidente Franco Tuccio, ma «non è più rinviabile una riforma del sistema di riscossione delle entrate locali, che individui in modo univoco gli strumenti e le modalità operative che i Comuni potranno adottare nella riscossione delle proprie entrate».
Sulla riscossione, insomma, potrebbe profilarsi un doppio passaggio come quello in vista per l'Imu, con un primo intervento immediato e poi un tentativo di riforma a stretto giro. A confermare l'urgenza del primo passo è la stessa lettera con cui Equitalia ha chiesto ai Comuni di non inviare più nuovi ruoli da lunedì prossimo, perché eventuali nuove richieste non potrebbero arrivare alla riscossione e finirebbero quindi per produrre unicamente costi amministrativi a carico delle amministrazioni.
Con l'eccezione dell'Emilia Romagna, dove la Regione ha svolto le gare per individuare i nuovi partner dei Comuni, e di grandi città come Roma (che ha già annunciato il passaggio di tutte le competenze a AequaRoma), la maggior parte delle 6mila amministrazioni che lavorano con Equitalia rischiano di trovarsi senza strumenti per raccogliere le proprie entrate, soprattutto quando i pagamenti non sono puntuali e devono entrare in campo gli strumenti coattivi.
La norma, poi, prevede che Equitalia «cessi l'attività» dal 1° luglio, con un'assenza di discipline transitorie che comporterebbe l'immediato discarico di tutte le cartelle prese in carico ma non arrivate a riscossione. Un problema che i Comuni da soli non possono affrontare, tanto più che i vincoli finanziari e i vincoli al turn over non permetterebbero certo di costruire ex novo strutture per la raccolta dei tributi con tanto di ufficiali della riscossione necessari per l'ingiunzione.
A complicare ulteriormente il panorama, come ricorda Anutel, c'è anche l'articolo 4 del Dl 95/2012, che impone di privatizzare o liquidare le aziende strumentali mettendo a rischio l'opzione delle società in house per la raccolta dei tributi: in ogni caso, le società in house sono soggette agli stessi vincoli assunzionali previsti per gli enti controllanti per cui, anche dove già esistono, difficilmente potrebbero gestire ex novo grossi carichi di lavoro aggiuntivi.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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