PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

LE SOCIETA' IN HOUSE DEVONO PRIORITARIAMENTE PAGARE LE IMPRESE CON I SOLDI RICEVUTI DALLA PP.AA.

Il decreto per lo sblocco dei pagamenti della Pa taglia il traguardo della commissione Bilancio. Il testo approda stamattina in aula alla Camera e dovrà poi ottenere il via libera anche del Senato (per la conversione in legge c'è tempo fino al 7 giugno). Nel cammino in commissione, il decreto conquista l'applicazione di termini perentori per gli enti locali (ma non per le Regioni) che dovranno tassativamente pagare i loro creditori entro 30 giorni da quando avranno ricevuto gli anticipi di liquidità da parte del ministero dell'Economia. Via libera anche al vincolo per le società "in house": dovranno usare i pagamenti che riceveranno dagli enti locali «prioritariamente» per lo smaltimento dei debiti che hanno accumulato nei confronti delle imprese.
Nell'ultima giornata di lavoro, la commissione presieduta da Francesco Boccia (Pd) ha approvato un'altra serie di emendamenti. Tra le principali novità, c'è il dietrofront sulla tassa sulle sigarette elettroniche inizialmente inserita in un emendamento presentato dai relatori, Marco Causi del Pd e Maurizio Bernardo del Pdl, a copertura dell'ampliamento degli spazi finanziari del patto di stabilità regionale per circa 400 milioni. «Si tratta di un errore» ha detto sulla tassa il sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti, «anche se il Governo si è rimesso alla decisione della maggioranza».
Ma a fare notizia è ora il mix di coperture alternative individuate in commissione: editoria (17,35 milioni dal 2015); fondi a ministero del Lavoro (700mila euro nel 2014 e 4,8 milioni annui dal 2015) e ministero degli Affari esteri (4,3 milioni nel 2014 e 15,5 milioni annui dal 2015); fondo per interventi strutturali di politica economica; (10 milioni nel 2014 e 5 milioni dal 2015); interventi per le fonti rinnovabili e per i Paesi in via di sviluppo (12 milioni dal 2015); quota statale dell'otto per mille (2,1 milioni per il 2014 e 20 milioni dal 2015). Sulle coperture 2015, in particolare sull'editoria, è comunque arrivata la precisazione del presidente della commissione Boccia: «Tutti i tagli fatti in emergenza sul 2015 sono previsti solo in una logica di equilibrio dei conti e saranno ripristinati con la prossima legge di stabilità».
Salta in extremis anche l'aumento delle aliquote su birra e alcol collegato, come copertura, all'estensione del patto di stabilità interno anche ai consorzi di gestione dei servizi pubblici, come gli Ato, e alle unioni di Comuni. Tra le ultime novità spicca una maggiore definizione della "fase 2" per lo smaltimento dell'arretrato della Pa. Come noto, il decreto copre poco meno di 40 miliardi tra 2013 e 2014 lasciando in sospeso il saldo per almeno altri 50 miliardi. Un emendamento approvato ieri stabilisce che per la prossima tranche di pagamenti vengano incluse «adeguate operazioni finanziarie», tra cui potrebbe rientrare anche il possibile intervento della Cassa depositi e prestiti. Lo ha spiegato Causi, relatore del Pd, precisando che tutto è rinviato alla legge di stabilità 2014, che dovrà individuare le modalità tecniche, ma si può pensare di «ricalcare il modello spagnolo», interessando «tutti gli operatori finanziari, compresa Cdp» e con «l'auspicio di non dovere emettere nuovi titoli di debito pubblico».
Spunta inoltre un nuovo articolo sulla sospensione dei lavori per mancato pagamento del corrispettivo, che può essere esercitata dall'esecutore quando l'ammontare delle rate di acconto non corrisposte raggiunga il 15% dell'importo netto contrattuale. Per le compensazioni tra crediti commerciali e debiti iscritti a ruolo o scaturiti dall'adesione a istituti deflattivi del contenzioso, sono passate due modifiche: da un lato si prevede che ai fini della compensazione le certificazioni dei crediti siano comprensive della datazione del pagamento, dall'altro si stabilisce che il meccanismo potrà essere utilizzato per tutti i debiti maturati fino a dicembre 2012 (il testo inizialmente prevedeva la scadenza di aprile 2012).
Ok alla proposta M5S che limita la possibilità per le Regioni di aumentare la pressione fiscale per procedere al pagamento delle aziende che vantano crediti nella sanità. Per coprire le anticipazioni, le Regioni dovranno adottare «prioritariamente» misure «di riduzione della spesa corrente». È stato invece convertito in ordine del giorno l'emendamento, proposto sempre dai "grillini", per escludere dai pagamenti imprese coinvolte in fatti di mafia.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

SCADENZIARIO

<novembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
303112345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930123
45678910
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio