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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: PROSPETTIVA DI SCONTO ANCHE ALLE IMPRESE.

Lo sconto sull'Imu delle imprese alla fine ci sarà. Almeno a giudicare dalle parole pronunciate ieri a Bruxelles, a margine dell'Ecofin, dal ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni. «Vediamo ciò che si potrà fare», ha risposto il titolare di via XX Settembre ai cronisti che gli chiedevano se la sospensione dell'imposta municipale riguarderà anche gli immobili industriali, in primis i capannoni. «È in esame tutta una serie di cose rispetto all'idea iniziale di coprire solo la prima casa», ha aggiunto l'ex direttore generale di Bankitalia. Una risposta che è più di un'ammissione. E infatti all'interno del Governo sta prendendo piede l'ipotesi accordare alle aziende un alleggerimento di tipo selettivo.
Per i dettagli bisognerà attendere oggi, quando il neo ministro riprenderà il confronto con i suoi tecnici e con quelli della Ragioneria generale dello Stato, che in sua assenza hanno continuato a lavorare alla definizione del decreto con cui sarà sospeso il pagamento dell'acconto Imu sia per le famiglie, sia per i beni industriali e quelli agricoli. A via XX settembre si è provveduto a quantificare gli effetti finanziari del provvedimento d'urgenza che sarà approvato al consiglio dei ministri di venerdì prossimo.
Scartata l'ipotesi di una sospensione generalizzata dell'acconto Imu per tutti i capannoni, a causa dell'elevato costo anche se solo in termini di compensazione di Tesoreria (dal 2013, infatti, il gettito degli immobili di categoria D è di esclusiva competenza statale almeno fino all'aliquota standard dello 0,76%) che ne deriverebbe, si sta valutando come restringere il perimetro della sospensione seguendo principi di equità. Sul tavolo si sta verificando l'opportunità di procedere, ad esempio, a una selezione sulla base di limiti reddituali delle imprese ovvero di parametri dimensionali delle attività produttive. E cioè riservarla solo alle Pmi o a quelle aziende che hanno prodotto un reddito al di sotto di una certa soglia.
Al tempo stesso si sta ragionando sull'alleggerimento della base imponibile che si potrebbe ottenere attraverso una sterilizzazione dell'aumento del coefficiente di rivalutazione delle rendite catastali da 60 a 65, previsto per il 2013, che in termini percentuali finirebbe per aumentare il carico fiscale dell'Imu sulle imprese dell'8,33 per cento. Quest'ultima ipotesi è tutt'altro che superata, ma necessiterebbe di una copertura vera e non solo di un passaggio di risorse da un capitolo di bilancio all'altro.
Sempre in tema di base imponibile si studia come intervenire sull'utilizzo reale dei capannoni, che oramai a causa della crisi vengono di fatto utilizzati a fini produttivi soltanto in parte. Senza dimenticare da dove si è partiti. E cioè dalla spinta del Pdl per eliminare il prelievo sull'abitazione principale. Che con il passare dei giorni non si è affatto attenuata. Ieri è stato il viceministro dell'Economia, Luigi Casero, a ricordare ai: «Dobbiamo seguire il discorso programmatico della fiducia, che prevedeva la sospensione dell'Imu a giugno in attesa di definire una norma di copertura che possa eliminare l'Imu sulla prima casa». E dunque, ha aggiunto, l'obiettivo è «non mettere nuove forme d'imposizione ma sostituire l'Imu non pagata con tagli di spesa, anche sui tassi d'interesse» dei titoli di Stato.
Fatti i conti spetterà al ministro Saccomanni tirare le somme a partire da oggi e vedere se la dote di 2 miliardi a disposizioni per compensare Comuni e tesoreria sarà sufficiente a soddisfare le richieste di famiglie e imprese. Tanto più che sulle coperture sembra trovare più di una difficoltà anche l'altro grande capitolo del decreto: il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Le risorse necessarie superano abbondantemente 1,2 miliardi di euro. Ma nonostante tutti gli sforzi fin qui effettuati dall'Economia e dal Welfare nel recuperare risorse dai differenti fondi per l'occupazione, la formazione, la produttività, le risorse fin qui recuperate non sfondano il muro del miliardo.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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