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NOVITÀ NORMATIVE

DEBITI PP.AA.: AUMENTANO LE TRACCIABILITA' SULLE INFORMAZIONI.

Overdose di informazioni sui dati dei debiti delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese. Analizzando le nuove disposizioni, introdotte nel decreto pagamenti (il cui termine ultimo per l'approvazione è il 7 giugno), su cui ieri la camera dei deputati ha dato il via libera con 450 voti favorevoli, 107 astenuti e nessun voto contrario e che si accinge a essere approvato definitivamente dal senato la prossima settimana, il Gap informativo sulle informazioni delle pendenze tra amministrazioni e imprese sarà più che colmato.
Nelle disposizioni, infatti, ci sono almeno nove punti in cui è stato richiesto alle amministrazioni e alle imprese di adempiere a inoltri, invii e compilazioni delle informazioni. C'è la ricognizione che ciascun ministero dovrà fare, per esempio, e pubblicarla sul proprio sito, tenendo a mente di aggiornare trimestralmente lo stato dell'arte, dando evidenza a quelli che risultano essere debiti già estinti. C'è inoltre la norma che invita le associazioni dei consumatori e le p.a. a sedersi attorno a un tavolo e verificare l'andamento delle liquidità derivanti dai pagamenti dei crediti. Il lavoro dovrà trasformarsi in una relazione annuale al parlamento. Ci sono poi le scadenze. Il 30 giugno 2013 dovrebbe arrivare nella posta elettronica certificata delle imprese una comunicazione da parte della pubblica amministrazione che indicherà l'importo e la data entro la quale si provvederà al pagamento dei debiti. L'adempimento è abbastanza stringente perché l'omissione sarà soggetta a danno erariale.
Parallelamente a questi canali è stata costruita la piattaforma elettronica. Lo strumento sarà alimentato dal 30 giugno al 15 settembre dall'invio, da parte delle p.a., dell'elenco dei debiti certi, liquidi ed esigibili maturati al 31 dicembre 2012 che non siano estinti alla data della comunicazione. Questo monitoraggio sarà aggiornato entro il 30 aprile di ogni anno. Anche in questo caso sono previste sanzioni per l'inerzia della p.a. e dei suoi dirigenti.
Una disposizione del decreto riconosce la facoltà di indicare, per una parte o per la totalità dei debiti, in sede di comunicazione, la data prevista per il pagamento. La facoltà, sempre nello stesso provvedimento, però è considerata obbligo da parte dell'Agenzia delle entrate a cui l'informazione necessita per attivare la procedura di compensazione con gli atti di accertamento fiscale.
Sempre sul canale della piattaforma elettronica, sarà necessario registrare da parte delle pubbliche amministrazioni i loro dati e le informazioni con la data del previsto pagamento. Dal 30 settembre queste informazioni dovranno essere aggiornate con cadenza mensile. Tutti questi dati, comunicati e informazioni messi in chiaro su siti e relazioni ministeriali saranno poi in un certo senso comprovati e incrociabili in sede di dichiarazione dei redditi. Con una correzione della commissione bilancio, infatti, è stato previsto che, con la dichiarazione dei redditi, il contribuente/impresa dovrà allegare un nuovo modello di comunicazione direttamente al fisco nel quale dovrà elencare i crediti certi, liquidi, esigibili distinti per ragione dell'ente pubblico debitore.
Le novità fiscali del decreto pagamenti. Il decreto interviene, poi, nel capitolo fiscale allargando la previsione della compensazione dei crediti con la p.a. con gli atti deflattivi del contenzioso tributario. Nell'esame alla camera, i confini delle due situazioni dove si può operare lo scambio debiti crediti fiscali è stato meglio precisato.
Per quanto riguarda lo scambio attualmente in vigore quello con i ruoli di Equitalia la base di applicazione è stata allargata ai ruoli emessi entro il 31 dicembre 2012. Mentre attualmente la scadenza del ruolo «compensabile» era quella del 30 aprile. Non solo. In entrambe le situazioni è precisato che la procedura si attiva solo su specifica richiesta del contribuente/creditore.
Infine per attivare le procedure compensative, nel caso di presenza di atti deflattivi del contenzioso tributario, l'Agenzia delle entrate ha bisogno, da parte delle amministrazioni, della data in cui avverrà il pagamento.
Il decreto pagamenti poi interviene anche sul fronte dei rimborsi fiscali. Non ha subito modifiche infatti la previsione dell'innalzamento della soglia di compensazione dei crediti Iva. Più volte annunciato, infatti, l'aumento della soglia stato portato dai 516 mila euro a 700. mila euro ma dal 2014. Per le compensazioni poi all'onere di 1,2 mld per il 2014 e per i 380 mln del 2015, e i 250 mln per il 2016 si andrà a recuperare dai maggiori rimborsi Iva programmati nella misura di 2.5 mld di euro nel 2013 e 4 mld nel 2014. Per gli altri due anni invece, fino al 2016 si ricorrerà alla contabilità speciale dell'Agenzia delle entrate. Infine nelle modalità di certificazione dei crediti vengono chiamati in campo anche i notai.
La certificazione della liquidità ed esigibilità e certezza del credito è affidata nel decreto, laddove sia previsto in organico alla p.a., a un funzionario certificatore. Nel caso in cui questa figura dovesse essere assente l'impresa creditrice potrà fare ricorso al professionista, notaio. Il costo dell'operazione però dovrà essere fornito a un prezzo super scontato, e cioè dimezzato.
FONTE: ITALIA OGGI

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