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NOVITÀ NORMATIVE

GLI ANTICIPI DEI CONCESSIONARI DOVRANNO ESSERE RIMBORSATI DAI COMUNI.

Le somme a suo tempo anticipate dai concessionari per la raccolta dei tributi in virtù del meccanismo del «non riscosso come riscosso» e poi mai incassate devono essere rimborsate dall'ente che ha ricevuto l'anticipazione, e non sempre dallo Stato.
La conclusione, a cui giunge il Consiglio di Stato nella sentenza 1201/2013, risponde a criteri di buon senso, ma chiude una battaglia giurisprudenziale durata anni e soprattutto apre una partita dei rimborsi che ai Comuni può costare centinaia di milioni di euro.
Il «non riscosso come riscosso» è un meccanismo, durato fino al 1999, in base al quale il concessionario della riscossione versava all'ente impositore la somma intera del ruolo, e poi a consuntivo pareggiava chiedendo il rimborso della quota eventualmente non riscossa. Il meccanismo, palesemente zoppicante, è stato abrogato nel 1999, ma come sempre nella riscossione si è portato dietro una serie infinita di procedure non chiuse.
Su questo panorama incerto è intervenuta nel 2005 la riforma della riscossione (Dl 203/2005), che ha previsto due meccanismi diversi di rimborso nel caso dei crediti erariali e di quelli non erariali.
Su questa base si è ovviamente innestata una serie di battaglie procedurali: nel 2008 Equitalia aveva avviato una serie di carotaggi per illuminare le quote ancora non rimborsate dai Comuni, ma le proteste degli enti locali avevano contribuito a fermare il tutto. Per la Creset Spa, che aveva in pancia l'eredità del «non riscosso come riscosso» dei 252 Comuni delle Province di Como e Lecco, si è invece andati al Tar, e in primo grado i giudici amministrativi avevano avallato la lettura del Dl 203/2005 in base al quale l'obbligo di rimborsare gli ex concessionari fosse in capo allo Stato. Il ministero dell'Economia non ha accettato il verdetto, ha fatto ricorso al Consiglio di Stato e ha ottenuto ragione: i rimborsi sono a carico dell'ente impositore che a suo tempo ha ottenuto l'anticipo su un ruolo che poi non è stato riscosso.
Sentenza alla mano, ora è probabile che l'azione di recupero di queste somme riparta e si estenda a tutta Italia, soprattutto in una fase come questa in cui la riscossione locale sta per vedere l'uscita definitiva di Equitalia. Il nodo riguarda la maggioranza dei Comuni, perché esclude solo quelli che negli anni scorsi hanno sfruttato le possibilità di definizione del pregresso con l'agente nazionale della Riscossione e di conseguenza hanno chiuso tutte le questioni lasciate in sospeso.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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