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NOVITÀ NORMATIVE

SENZA EQUITALIA LA STRADA E' L'INGIUNZIONE.

Nel Consiglio dei ministri di domani non è in programma per ora una nuova proroga dell'addio di Equitalia alla riscossione locale. La società ha scritto la scorsa settimana ai Comuni chiedendo di non inviare più nuovi ruoli da lunedì, e in 6mila enti locali al momento non c'è uno strumento alternativo di riscossione coattiva. Le conseguenze per i cittadini riguarderanno in particolare somme non pagate in precedenza e dipenderanno dalla natura di questi importi (multe stradali o tributi locali).
Che cosa succederà davvero ai cittadini con il blocco della riscossione? Molte cartelle di pagamento potrebbero effettivamente andare in prescrizione, se il Governo non disporrà almeno una proroga della scadenza del 30 giugno. Inoltre, se anche gli enti organizzassero una nuova riscossione nei prossimi mesi, il nuovo soggetto incaricato avrebbe difficoltà a subentrare in modo efficace.
Se il quadro normativo restasse quello attuale, sui tributi locali le possibilità di riscuotere comunque gli importi dei ruoli affidati agli agenti della riscossione sono affidate esclusivamente alla possibilità di "virare" verso l'ingiunzione fiscale. I molti enti locali che riscuotono ancora tramite cartella di pagamento dovrebbero quindi organizzarsi molto rapidamente per passare all'ingiunzione.
Un'operazione molto difficile da attuare in tempi tanto brevi, anche perché tra i Comuni che utilizzano la cartella ci sono grandi città come Milano, dove le procedure in corso sono tante. Inoltre, il passaggio all'ingiunzione è visto con diffidenza dagli enti, perché non garantisce gli stessi strumenti rispetto alla cartella, sia a livello di ricerca dei beni del debitore da pignorare o ipotecare (solo gli agenti della riscossione possono indagare agevolmente sul patrimonio di cittadini e imprese) sia a livello di garanzie (è dubbio che anche l'ente creditore e non solo l'agente possa iscrivere un'ipoteca o un fermo amministrativo). Dunque, la prescrizione incombe. E per le cartelle già notificate arriva dopo cinque anni da quando l'accertamento è divenuto definitivo, mentre per quelle non notificate scatta addirittura al 31 dicembre del terzo anno successivo.
Quanto alle multe stradali, la questione è legata al compimento dei cinque anni di prescrizione (per i dettagli, si veda www.ilsole24ore.com), contati a partire dalla data dell'infrazione. Ciò significa che a chi ne ha commessa o ne commette una in questi giorni conviene ancora pagare senza far emettere la cartella: risparmierà sull'importo della sanzione (dopo 60 giorni, di fatto, raddoppia) e su interessi e spese della procedura, mentre non può sperare che il blocco della riscossione duri per altri cinque anni. Chi ha una cartella di pagamento con prescrizione ancora lontana ha poche speranze di arrivarci, ma il presumibile ingorgo di ruoli che si verificherà potrebbe far saltare almeno alcune posizioni.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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