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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: VERSO LO SLITTAMENTO IL PAGAMENTO DELLE ABITAZIONI PRINCIPALI.

Sulla sospensione dell'Imu di giugno per capannoni industriali i numeri non tornano. Il Governo fa marcia indietro rinunciando, per il momento, a questo intervento e riporta il perimetro del decreto legge in arrivo domani al congelamento dell'Imu sul l'abitazione principale. Ma con due novità: lo stop al pagamento della rata di giugno per le case rurali e per le cooperative edilizie a proprietà indivisa che, pur trattandosi di abitazioni destinate a famiglie a basso reddito, dovrebbero pagare l'aliquota ordinaria (e non quella leggera per l'abitazione principale) perché la proprietà non è del residente, ma della cooperativa.
L'indietro tutta sui capannoni arriva, quasi a sorpresa, dopo le aperture dello stesso ministro dell'Economia al ritorno dall'Ecofin di martedì scorso e l'annuncio del ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, che al termine del question time di ieri alla Camera rispondendo ai giornalisti sulla sospensione dell'Imu per le imprese ha detto: «Quello di cui mi hanno parlato costa 1,5 miliardi, ma sono stime ancora approssimative». Resta ancora aperta, invece, la partita sulla sospensione dell'imposta municipale unica per le case rurali.
La decisione di rinunciare al momento ad un intervento sui capannoni è stata presa dopo un lungo vertice pomeridiano a Palazzo Chigi al quale hanno partecipato il premier Enrico Letta, il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, il vicepremier Angelino Alfano e, nella parte finale, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini. Anche se non è del tutto escluso che la questione possa essere affrontata collegialmente durante il Consiglio dei ministri di domani che dovrà dare il via libera al decreto legge.
Dopo una giornata di riunioni, calcoli e contatti incrociati, tra Ragioneria generale, tecnici del Mef e di Palazzo Chigi non sarebbe stato, dunque, superato lo scoglio delle risorse da mettere in campo. Anche se solo come anticipo di tesoreria la sospensione dell'acconto Imu di giugno per i beni strumentali delle imprese richiederebbe un impegno di risorse fino a sette miliardi. A questo punto l'intenzione del Governo sarebbe quella di intervenire sui beni strumentali direttamente con la riforma della tassazione sugli immobili da realizzare, come annunciato da Letta dal "ritiro" nell'abbazia toscana, nei prossimi 100 giorni.
Salvo ripensamento dell'ultima ora, anche alla luce delle fibrillazioni politiche all'interno della maggioranza (si veda il servizio in pagina), resterebbero quindi accantonate le ipotesi su cui hanno fin qui lavorato i tecnici dell'Economia. A partire dalla sterilizzazione dell'aumento da 60 a 65 del coefficiente di rivalutazione delle rendite catastali dei beni strumentali, che in termini concreti si traduce in un più 8,33% di aumento della base imponibile. Sul tavolo anche l'ipotesi di un intervento selettivo sulla base di eventuali limiti dimensionali e reddituali delle imprese interessate, o ancora limitandoli a specifiche categorie di immobili classificate ad esempio come C3, ovvero le botteghe artigiane e i laboratori.
Ancora da sciogliere è anche il nodo delle coperture da individuare per rifinanziare la Cig in deroga sempre con il decreto d'urgenza che il Governo approverà venerdì prossimo. L'obiettivo dell'Esecutivo è di trovare dagli 800 milioni a 1 miliardo, ma la strada è ancora tutta in salita. Al momento l'asticella supererebbe di poco quota 500 milioni. Al di là della dote che si riuscirà a reperire nelle prossime ore, la strategia del Governo continua a prevedere un provvedimento tampone in attesa di un intervento organico a fine anno dopo un attento monitoraggio sull'evoluzione del quadro complessivo degli ammortizzatori.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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