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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: PER LE IMPRESE RIMANE L'AUMENTO DELL'IMPOSTA.

Concentrare il decreto di domani sull'abitazione principale, e affrontare la tassazione delle imprese nel complesso della «grande riforma» che dovrebbe ridisegnare il Fisco immobiliare nei prossimi 100 giorni. La strategia governativa emersa ieri fra molte incertezze serve prima di tutto a domare i numeri, che abbracciando nell'intervento tutti i fabbricati di categoria D oltre alle abitazioni principali costruirebbero un problema da oltre 5 miliardi in acconto. Questa strategia, però, ha un problema. La prima stangata per capannoni, alberghi e centri commerciali, oltre che per i negozi e le altre attività produttive, è in calendario con l'acconto di giugno. Che sarà un super acconto, come mostra, per esempio, il caso di un capannone di 2mila metri quadri a Milano: l'acconto Ici 2011 è stato di 6.600 euro, la prima rata Imu del 2012 è volata oltre quota 12mila euro e l'appuntamento di giugno può costare più di 18.200 euro. A questa scadenza di giorni ne mancano 30, un tempo che appare piuttosto risicato per una riforma organica di questa tassazione.
Per capire i termini della questione, e di conseguenza le prime operazioni possibili, bisogna guardare all'elenco dei fattori destinati a gonfiare l'acconto di giugno per le attività produttive, con rincari che possono arrivare al 51% rispetto a 12 mesi fa e toccare punte anche molto più alte per i settori che l'anno scorso erano agevolati dai Comuni.
La sfilata si apre con l'aumento lineare dell'8,33% che quest'anno gonfia le basi imponibili di capannoni, alberghi e centri commerciali, cioè dei fabbricati che il Catasto accomuna nella «categoria D». È un rincaro lineare, uguale per tutti, previsto dal decreto «Salva-Italia» approvato nel dicembre 2011 dal Governo Monti al debutto, lo stesso provvedimento che già l'anno scorso aveva aumentato del 20% le basi imponibili di questa categoria rispetto all'Ici. Eliminare questo nuovo rincaro lineare non risolverebbe il problema, ma offrirebbe un primo segnale con un costo per l'Erario che si attesta a 3-400 milioni. I negozi sono esclusi da questo scalino, ma l'anno scorso avevano subito l'incremento record del 62,5% sui propri valori fiscali: queste spinte, che si applicano ai dati catastali, negli immobili diversi dalla prima casa si riflettono pari pari sull'imposta (perché non intervengono detrazioni ad alleggerire il conto) e non fanno che potenziare i tanti paradossi del nostro Catasto.
Ad appesantire l'acconto di giugno, poi, intervengono le nuove regole di calcolo: nel 2012 la prima rata era calcolata ad aliquota standard (7,6 per mille), mentre oggi sarà misurata dalle effettive scelte fiscali compiute nei Comuni nel 2012. Nel 50,5% dei casi, e nell'ampia maggioranza delle grandi città, l'aliquota è salita (spesso di parecchio) rispetto ai livelli standard, per cui la rata di giugno si fa decisamente più pesante proprio mentre l'economia vive il suo periodo più difficile. Chi è in cerca di consolazioni, può sottolineare il fatto che ciò che si versa a giugno non si ripaga al saldo di dicembre, ma l'argomento è debole.
Gli enti locali (su cui pende anche un maxi-taglio da 2,25 miliardi assestato dal decreto del luglio 2012 sulla revisione di spesa) hanno tempo fino al 30 settembre per aumentare ulteriormente le aliquote, e il rischio è accresciuto proprio nei Comuni dove le imprese rappresentano una quota importante del patrimonio immobiliare perché nel 2013 l'intero gettito ad aliquota standard va allo Stato, togliendo risorse difficili da compensare. Anche dove il parametro locale ha già raggiunto il tetto di legge del 10,6 per mille, comunque, incombe sugli ultimi mesi dell'anno la stangata Tares, che per gli esercizi commerciali può moltiplicare anche di 6-7 volte il conto rispetto alla Tarsu pagata nel 2012 (il problema riguarda i 6.700 Comuni su 8.092 che non sono ancora passati a Tia). Se si calcola che già nel 2012 il passaggio dall'Ici all'Imu ha prodotto per le categorie produttive aumenti dal 100 al 300%, il quadro è completo.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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