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NOVITÀ NORMATIVE

SPAZI FINANZIARI AGLI ENTI: IL SECONDO ROUND E' IL 5 LUGLIO.

Concluso ieri il primo giro di giostra con l'assegnazione di 5,6 miliardi di anticipazioni alle Regioni (2,3 miliardi al Lazio, 1,5 alla Campania e 1,1 al Piemonte le dotazioni più sostanziose), il secondo tempo per i bonus agli enti territoriali è in programma entro il 15 luglio.
La scadenza riguarda prima di tutto gli enti locali, che attendono da questo ulteriore passaggio 700 milioni di euro (500 per i Comuni, il resto per le Province). Attenzione, però: la partecipazione al secondo giro dei bonus non è automatica, i responsabili finanziari devono subito mettersi al lavoro per inviare all'Economia le nuove domande, che devono arrivare in Via XX Settembre entro il 5 luglio.
Quest'obbligo, anche se finora è passato quasi sotto silenzio perché tutta l'attenzione era concentrata sulla prima assegnazione, coinvolge «spazi finanziari» da liberare dal Patto di stabilità assai meno sostanziosi rispetto a quelli distribuiti dal decreto dell'Economia firmato martedì scorso. Dal punto di vista dei responsabili finanziari di Comuni e Province, però, la scadenza non è meno importante. Un mini-correttivo introdotto dalla commissione Bilancio della Camera e confermato dal voto in Aula, proprio per blindare anche la data del 5 luglio, estende a chi manca questo appuntamento le sanzioni previste per chi non avesse inviato le prime istanze entro il 30 aprile: per i ragionieri capo di Comuni e Province si tratta del rischio di dover rinunciare a due mensilità del trattamento retributivo netto (comprese le indennità di posizione e di risultato). La distribuzione delle risorse si baserà infatti proprio sulle richieste che arriveranno entro il 5 di luglio, e seguirà la stessa gerarchia prevista per la prima tranche: in prima e seconda posizione si trovano i debiti in conto capitale per opere e gli altri debiti per investimenti non ancora saldati, poi opere e altri debiti già onorati entro il 9 aprile.
Arrivare in orario al primo e secondo appuntamento non cancella comunque il rischio a carico dei ragionieri capo degli enti locali di dover rinunciare a due stipendi. La stessa penalità è prevista infatti per gli enti che non pagheranno entro fine anno almeno il 90% dei bonus ottenuti: con la versione approvata ieri alla Camera, per arrivare alla sanzione da parte della Corte dei conti non sarà più indispensabile la segnalazione da parte dei revisori interni dell'ente, che secondo il nuovo testo diventano sentinelle importanti ma non uniche per la magistratura contabile.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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