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NOVITÀ NORMATIVE

CON L'ADDIO AD EQUITALIA RISCHIO COLLASSO SULLA RISCOSSIONE.

Un decreto d'urgenza per «assicurare la continuità provvisoria» della riscossione locale ed evitare «rischi di collasso dell'intera gestione» nei 6mila Comuni su 8mila serviti (fino a lunedì prossimo) da Equitalia.
È la richiesta rivolta ieri dal segretario facente funzioni dell'Anci, il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, al Governo e in particolare al ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, per evitare il caos sulla raccolta di tributi locali e multe. La prima esigenza è di tamponare il buco che si crea con l'uscita di Equitalia dal sistema della riscossione ma, sottolinea Cattaneo a nome di tutti i sindaci, è venuto il tempo di «trovare lo spazio per una necessaria concertazione del riassetto della riscossione comunale». Tradotto, significa che una proroga pura e semplice dell'addio di Equitalia non basta, perché serve una riforma di sistema condivisa con gli enti locali.
Il nuovo rinvio, del resto, sarebbe il quarto di una serie avviata fin dal 2011, quando l'articolo 7 del decreto Sviluppo (il n. 70 di quell'anno) ha stabilito che l'agente nazionale della riscossione avrebbe «cessato l'attività» svolta per i Comuni. La data della «cessazione» era fissata al 31 dicembre 2011, è stata poi spostata al 30 giugno 2012, 31 dicembre 2012 e, infine, al 30 giugno 2013. Nei giorni scorsi Equitalia ha scritto ai Comuni con cui collabora chiedendo di non inviare più nuovi ruoli, perché queste partite non avrebbero alcuna possibilità reale di arrivare al traguardo e si tradurrebbero, quindi, solo in ulteriori costi amministrativi per gli enti locali.
La lettera ha fatto ri-esplodere il problema, ingigantito anche dall'assenza di una disciplina transitoria per il passaggio di consegne. La legge prevede, appunto, la «cessazione dell'attività» da parte di Equitalia, che quindi riverserebbe sui Comuni tutte le cartelle prese in carico nel tempo ma non ancora riscosse. Tranne che in Emilia Romagna, dove la Regione ha già organizzato una struttura alternativa a Equitalia per la riscossione locale attraverso l'assegnazione con gara dei nove lotti provinciali ad Ati formate da società private iscritte all'albo, quasi nessun Comune è in grado di far partire subito la gestione (soprattutto coattiva) delle entrate senza Equitalia.
Per evitare un buco di sistema che ovviamente rischia di incidere anche sui pagamenti spontanei, le amministrazioni locali chiedono una fase transitoria più lunga, per aver tempo di avviare le gare per la scelta dei nuovi partner, e soprattutto una disciplina più distesa per la gestione dei residui: problema, questo, reso ancor più spinoso dal fatto che i Comuni non possono più contestare il discarico dei ruoli.
La riforma del settore, chiesta nei giorni scorsi anche da Anutel (l'associazione degli uffici tributi degli enti locali) e Anacap (che riunisce le società private di riscossione) deve poi affrontare il fatto che l'iscrizione a ruolo è esclusiva di Equitalia, mentre gli altri soggetti devono gestire la riscossione coattiva con l'ingiunzione: uno strumento nato il 14 aprile 1910 (con il Regio decreto 639), che ha oggi bisogno di un nuovo restyling.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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