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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: PER CAPANNONI E NEGOZI LA RATA DI ACCONTO VA PAGATA A GIUGNO.

Non saranno certo i pagamenti per le case di lusso a intasare gli sportelli delle banche e delle poste per l'acconto dell'Imu, il prossimo 17 giugno. Le dimore che il catasto considera di pregio – e che dovranno continuare a pagare l'imposta sull'abitazione principale – sono meno di 100mila in tutta Italia, e oltretutto evidenziano curiose differenze tra una città e l'altra. Basti pensare agli 80 palazzi e castelli registrati a Bergamo contro i 26 di Firenze o alle 495 case signorili di Prato contro le 85 di Bologna.
Al di là delle case di pregio, però, ci sono quasi 30 milioni di fabbricati per i quali l'appuntamento con l'acconto Imu è confermato anche nel 2013. A questo numero si arriva sommando tutte le case diverse dall'abitazione principale (affittate, a disposizione, concesse in uso gratuito ai parenti), gli uffici, i negozi, i box auto e le cantine che non sono esonerati insieme alla prima casa.
Così come dovranno riprendere confidenza con i codici tributo per l'Imu da indicare nel modello F24 (ma in alternativa si può usare il bollettino postale) i proprietari di fabbricati produttivi come capannoni, alberghi, cinema e impianti industriali. Per questi ultimi non sono stati previsti alleggerimenti né sotto il profilo dei moltiplicatori della base imponibile (per cui scatterà, quindi, un aumento dell'8,3% nel passaggio del moltiplicatore da 60 a 65) né una riduzione delle aliquote.
Obiettivo deduzione
In prospettiva si potrebbe concretizzare la deducibilità dell'imposta dal reddito d'impresa. Intanto però la conversione in legge del decreto sui crediti della pubblica amministrazione (Dl 35/2012) può mettere nero su bianco la regola che consente di pagare come acconto Imu il 50% di quanto dovuto in base alle aliquote comunali fissate nel 2012, senza dover verificare sul sito internet delle Finanze se per caso il proprio Comune è uno di quelli che hanno deciso nuove aliquote entro il 9 maggio scorso. Una regola che riguarderà anche tutti gli altri immobili per cui si pagherà l'acconto a giugno.
L'ingorgo di dicembre
Resta, comunque, l'incognita legata a tutta l'operazione di riordino della tassazione sugli immobili entro il 31 agosto. Se il riassetto non dovesse andare in porto, sarebbero chiamati a pagare entro il 16 settembre tutti i proprietari di prime case e gli altri esonerati dall'acconto. Mentre se il Governo scegliesse di agire sulle detrazioni – magari alzandole rispetto agli attuali 200 euro – una porzione di proprietari scoprirebbe di dover rimettere mano al portafoglio.
Ma il riordino sarà chiamato anche a disinnescare l'ingorgo fiscale nelle ultime settimane dell'anno. Per ora, infatti, i rincari della Tares (il nuovo prelievo sui rifiuti) sono stati congelati e per le prime due rate si pagherà con i vecchi criteri Tarsu. Ma il rischio è che a dicembre famiglie e imprese si trovino a versare il saldo Imu e il conguaglio della tassa sui rifiuti, senza dimenticare che a fine novembre c'è già l'appuntamento con gli acconti Irpef o Ires.
I casi limite
A parte quello che succederà nei prossimi mesi, bisognerà adesso prestare attenzione a tutte quelle situazioni di confine tra abitazione principale e seconda casa.
Tanto per fare un esempio, gli alloggi di proprietà di residenti all'estero o di anziani e disabili ricoverati in un istituto di cura sono esentate dall'Imu solo se il Comune ha già deliberato l'assimilazione all'abitazione principale.
Così come potrebbe verificarsi una beffa per i coniugi "divisi" di fatto, ma per cui non è ancora arrivato l'omologa della separazione consensuale o la sentenza per quella giudiziale. In questo caso, infatti, la casa in comproprietà abitata da uno solo dei due resta seconda casa per l'altro partner (a differenza di ciò che succede per chi è separato legalmente).
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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