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NOVITÀ NORMATIVE

PATTO DI STABILITA' REGIONALE: LA SCADENZA SLITTA AL 30 GIUGNO.

Fra le modifiche in arrivo con la conversione del decreto sbocca debiti (Dl 35/2013), spuntano anche le novità sul Patto di stabilità regionale verticale incentivato per l'anno 2013. A pochi giorni dalla scadenza originaria del 31 maggio, lo strumento di flessibilità territoriale: conquista maggiori incentivi, che salgono a oltre 1,27 miliardi (da 0,8 previsti dalla legge di stabilità per il 2013); acquisisce un ulteriore vincolo di destinazione al proprio interno, per cui gli spazi finanziari comunali sono riservati per la metà ai centri con meno di 5 mila abitanti; si estenderà anche all'esercizio 2014 e, per l'anno in corso, slitta di un mese al 30 giugno (mentre nel 2014 il termine è fissato per il 31 maggio). Così le ragionerie di Comuni e Province avranno qualche giorno in più per far pervenire i dati alle rispettive Regioni di appartenenza; giorni che risultano particolarmente utili visto il ristretto margine temporale imposto dalla necessità di attendere il quantum degli spazi finanziari riconosciuti dal ministero dell'Economia (15 maggio), per poter conteggiare gli spazi finanziari da chiedere alla Regione.
Leggiamo gli effetti dei nuovi numeri: dalla torta di incentivi potranno derivare spazi totali ai fini del Patto di stabilità per oltre 1,52 miliardi (1,2 volte il valore del contributo) da ripartire fra le Province per il 25% (381 milioni), e fra i Comuni per la restante quota del 75% (1,1 miliardi). In aggiunta, almeno il 50% della quota destinata alla rimodulazione del Patto dei municipi deve essere riservata ai piccoli Comuni soggetti al patto di stabilità dal 2013.
Questi ultimi avranno quindi un abbattimento complessivo del saldo finanziario positivo da raggiungere del 74%. Mentre per i Comuni con più di 5 mila abitanti la concessione di spazi finanziari riduce il 16% della manovra totale a loro carico.
Gli enti locali destinano tali maggiori spazi ceduti dalle regioni per favorire il pagamento di obbligazioni di parte capitale alla data del 31 dicembre 2012 (prima la norma consentiva pagamenti dei residui passivi in conto capitale in favore dei creditori). Le Regioni possono modificare la distribuzione al loro interno, a invarianza di contributo complessivo per le Province e per i Comuni, mediante accordo da sancire in Conferenza Stato-Regioni entro il 30 giugno 2013.
La rimodulazione dei vincoli del Patto stimata per totali non farà sparire i vincoli di finanza pubblica del singolo ente, i cui sacrifici sono più o meno pesanti a seconda dalla specifica situazione (importo della rimborso del capitale dei prestiti, destinazione di entrate correnti a investimenti, eccetera).
Certamente il "condono" ai fini del patto di stabilità concesso sui debiti maturati a fine 2012 dal decreto legge 35/2013 riduce la pesante tensione relativa al pregresso, per i lavori nati nel passato. Tensione che non dovrebbe più ripetersi grazie agli effetti positivi del visto di compatibilità monetaria (articolo 9, Dl 78/2009), che da agosto 2009 ha introdotto l'obbligo di verificare per ogni impegno la compatibilità dei relativi pagamenti con i vincoli derivanti dal patto di stabilità.
Si ricorda che con il Patto regionale verticale la Regione potrà cedere ulteriori spazi ai singoli enti oppure cedere spazi a nuovi enti richiedenti, mentre non potranno essere ridotti gli spazi già ceduti con il Patto verticale incentivato. Infine, gli obiettivi del Patto di Comuni e Province potranno essere rimodulati per effetto del Patto regionale orizzontale. La data ultima per queste modifiche in mano alla regione è il 31 ottobre.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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