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NOVITÀ NORMATIVE

SI ALLARGANO LE COMPENSAZIONI SULLE ANTICIPAZIONI DI TESORERIA DEI COMUNI.

Le anticipazioni di tesoreria per compensare i Comuni arrivano a 2,43 miliardi di euro, perché oltre ai 2,04 miliardi dell'abitazione principale coprono anche i 347,19 milioni di terreni agricoli e fabbricati rurali e i 38,11 milioni dell'edilizia sociale (Iacp e cooperative). Gli interessi per le maggiori anticipazioni costeranno 18,2 milioni, ma saranno a carico dello Stato e verranno rimborsati con decreto del Viminale entro 20 giorni dall'entrata in vigore del decreto.
Il meccanismo dei rimborsi, insomma, tiene conto di tutto, abbraccia anche il gettito creato dalle variazioni di aliquota decise nel 2012 dai sindaci (circa 300 milioni di euro) e quello dei fabbricati rurali che, secondo un'interpretazione delle Finanze su uno snodo tecnico, da quest'anno sarebbe spettato allo Stato. «Sono particolarmente soddisfatto – ha commentato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio – perché con la sospensione della rata di giugno dell'Imu non volevamo creare problemi di liquidità ai Comuni, e non ne creeremo». In effetti, contestazioni sono possibili ma rispetto alle esperienze del passato, dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali nel 2008 ai tagli compensativi del gettito Imu nel 2012, non c'è confronto: entrambi i precedenti avevano acceso lo scontro fra Stato e Comuni ed erano finiti alle carte bollate (sulle stime dell'Imu 2012 che hanno determinato i tagli compensativi ai fondi locali si attendono ancora le decisioni del Tar).
In base al meccanismo scritto nel decreto, a Roma spetteranno 291 milioni di euro, mentre Torino, "grazie" all'aliquota elevata si colloca al secondo posto (87 milioni) e supera Milano (74,5) che nel 2012 era rimasta fedele ai valori standard. Roma (3,7 milioni) primeggia anche per i fabbricati rurali, seguita da Ferrara (2,6 milioni) e Ravenna (2,3), mentre sull'edilizia sociale è Milano (4,3 milioni) a battere la Capitale (4,1).
«Prendiamo atto», ribattono i sindaci per bocca del presidente facente funzioni dell'Anci, il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo. La reazione non è ovviamente delle più entusiaste, perché la copertura integrale era stata posta dai sindaci come condizione essenziale ma non cancella, spiega Cattaneo, «le incertezze di fronte alle quali si trovano i Comuni nella predisposizione dei loro bilanci». Vista con gli occhi degli amministratori locali, la decisione presa nel decreto offre solo una «soluzione tampone» ma, come avverte il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi (coordinatore delle Anci regionali), «è necessario capire ora come si intende riformare l'intera imposizione immobiliare, per cui chiediamo fin da ora l'immediata convocazione del tavolo che dovrà lavorare su questo aspetto».
Entro il 30 giugno, infatti, i Comuni dovrebbero approvare i preventivi 2013, ma oltre all'assenza di prospettive chiare sulle entrate mancano anche i dati sui tagli (contestati) da 2,25 miliardi previsti dalla spending review. Per varare i preventivi, inoltre, occorrerebbe prima scrivere i piani finanziari e le delibere tariffarie della Tares, ma anche il nuovo tributo sui rifiuti dovrebbe essere rivoluzionato dalla «riforma complessiva» del Fisco sul mattone indicata dal decreto. Più amara la considerazione del sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, che a chi gli chiedeva se l'Imu fosse la causa del mancato inserimento delle risorse per la ricostruzione del capoluogo abruzzese ha risposto semplicemente «sì».
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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