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NOVITÀ NORMATIVE

TIA FRA TRIBUTO E CORRISPETTIVO

Per chiarire il quadro normativo sulla Tia (tariffa d'igiene ambientale) occorre coordinare le norme esistenti, perché in molti casi la tariffa è espressamente indicata come corrispettivo, in contrasto quindi con la pronuncia costituzionale.
Il primo esempio è l'articolo 6 della legge 133 del 1999, che fa presupporre l'applicabilità dell'Iva alla tariffa dal 1° aprile 1999. Ma occorre tener presente soprattutto l'articolo 4 del decreto del presidente della repubblica 633/1972, nonché il decreto ministeriale 370/2000 che individua una metodologia di bollettazione e versamento particolare per i soggetti che emettono fatturazioni di massa. Quest'ultimo decreto, ritenuto valido dalla Corte costituzionale, non potrebbe essere applicato se il gestore del servizio di igiene ambientale si trovasse ad avere un solo cliente, cioè il comune, anziché tutti gli utenti nei cui confronti viene svolto il servizio.
Per non parlare del n. 127 sexiesdecies della tabella A, parte III, allegata al Dpr 633/1972 che prevede l'applicabilità dell'Iva con l'aliquota del 10% per il servizio di gestione dei rifiuti, anche se il gestore avesse un solo cliente.
Più interessante ancora è l'articolo 33 bis della legge 31/2008. Questa disposizione riguarda le modalità di pagamento del servizio svolto dai gestori nei confronti delle "Istituzioni scolastiche statali" - stranamente solo di queste -, con una modalità che passa per l'identificazione delle somme complessive da parte della Conferenza Stato-Regioni e, per la corresponsione dal ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, direttamente ai comuni.
La legge citata è stata applicata a partire dal 1° gennaio 2008, quindi in vigenza dell'articolo 49 del decreto Ronchi, pur facendo espresso riferimento all'articolo 238 del Dlgs 152/2006, attualmente ancora sospeso. Il quantum stabilito rappresenta una "tariffa speciale" per le scuole statali, avente natura di contributo ed espressa identificazione di "corrispettivo".
Se la Tia è un tributo, che fine farà questa legge, dove si parla di corrispettivo?
Quanto sopra è un piccolo esempio della complessità della questione, dell'esistenza di normative che, anche in presenza dell'interpretazione della Corte costituzionale, vanno ancora in direzione opposta; e della assoluta necessità che il legislatore metta a posto tutte le tessere dell'intricato mosaico normativo, scompaginato dalla sentenza 238/2009.
FONTE. IL SOLE 24 ORE

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