PROFILO AZIENDALEOPPORTUNITÀ DI LAVOROCONTATTIHOME PAGE
civica

NOVITÀ NORMATIVE

L'UTILIZZO DEGLI ONERI SUL BILANCIO 2013 E' UN DUBBIO DA RISOLVERE.

C'è incertezza, fra i comuni, circa la possibilità di continuare a utilizzare per spese correnti i cosiddetti oneri di urbanizzazione, ovvero i proventi dei permessi di costruire e delle sanzioni previste dal testo unico dell'edilizia. Fino allo scorso anno, tale possibilità (concessa in deroga alla regola generale secondo la quale le spese correnti devono essere finanziate esclusivamente da entrate della stessa natura) era espressamente prevista dall'art. 2, c. 8, della l. 244/2007, da ultimo modificato dall'art. 2, c. 41, del dl 225/2009.
Tale disposizione consentiva di utilizzare gli oneri, per una quota non superiore al 50%, per il finanziamento di spese correnti indifferenziate e per una quota non superiore ad un ulteriore 25% esclusivamente per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale.
Tuttavia, tali eccezioni erano consentite solo fino al 2012. Già l'anno scorso, quindi, i sindaci sono stati costretti a far quadrare i conti degli ultimi due anni del loro bilancio pluriennale senza potersi avvalere della deroga. Da quest'anno, dovrebbe applicarsi pienamente la regola generale, per cui le entrate da permessi di costruire dovrebbero poter essere destinate solo a coprire le spese di investimento (tit. II). Il condizionale, tuttavia, è d'obbligo, considerato quanto previsto dall'art. 4, c. 3, della recente l. 10/2013. Tale disposizione, infatti, recita così: «le maggiori entrate derivanti dai contributi per il rilascio dei permessi di costruire e dalle sanzioni sono destinate alla realizzazione di opere pubbliche di urbanizzazione, di recupero urbanistico e di manutenzione del patrimonio comunale in misura non inferiore al 50% del totale annuo».
La norma non è chiarissima né laddove richiama le «maggiori» entrate, né laddove individua le loro possibili finalizzazioni, che peraltro sembrano circoscritte a opere pubbliche, di cui il recupero urbanistico e la manutenzione del patrimonio comunale sembrerebbero specificazioni. È sintomatico, inoltre, il fatto che si preveda un limite minimo e non (come in precedenza) massimo.
Secondo alcuni, sarebbe ancora vigente l'art. 49, c. 7, della l. 449/1997, ai sensi del quale «i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni possono essere destinati anche al finanziamento di spese di manutenzione del patrimonio comunale», senza distinzioni fra spese correnti e in conto capitale. Tuttavia, la seconda parte della norma, che si apre con la locuzione «a tal fine» e pare quindi collegata teleologicamente alla prima, limita la deroga solo al 30 giugno 1998. Occorre considerare, ancora, che la l. 228/2012 ha previsto altre disposizioni volte a rafforzare l'equilibrio di parte corrente. Da un lato, non è più possibile utilizzare il plusvalore delle alienazioni patrimoniali per finanziare le spese correnti aventi carattere non permanente e per rimborsare la quota di capitale dei mutui. Dall'altro lato, i proventi delle alienazioni patrimoniali potranno essere destinati solo a coprire le spese di investimento ovvero, in assenza di queste o per la parte eccedente, per ridurre il debito.
Le medesime entrate, inoltre, non potranno più andare a ripristinare gli equilibri di parte corrente, ma solo quelli di parte capitale. Non va trascurato, infine quanto prevede (sia pure pro futuro) l'art. 9 della l. 243/2012 sul pareggio di bilancio, chiarendo che i conti dei comuni si considerano in equilibrio quando, sia nella fase di previsione che di rendiconto, registrano un saldo non negativo, in termini di competenza e di cassa, tra le entrate correnti e le spese correnti, incluse le quote di capitale delle rate di ammortamento dei prestiti.
In un simile contesto, la possibilità di applicare gli oneri in parte corrente non pare così certa e deve essere valutata con estrema cautela anche in punto di legittimità, oltre che per le conseguenze negative sulla valutazione di virtuosità degli enti (uno dei parametri, infatti, è proprio l'equilibrio di parte corrente).
Anche l'Ancitel, del resto si è espressa in senso negativo, ma una risposta definitiva ai dubbi potrà arrivare solo dai questionari sul bilancio 2013 della Corte dei conti. È chiaro, comunque, che al massimo la deroga è da ritenersi circoscritta alle manutenzioni del patrimonio comunale.
FONTE: ITALIA OGGI

SCADENZIARIO

<dicembre 2017>
lunmarmergiovensabdom
27282930123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031
1234567
calendario formazionequaderni di approfondimentobanca dati quesitibanca dati abbonati
vai al dettaglio