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NOVITÀ NORMATIVE

ENTRO IL 17 GIUGNO PAGAMENTO DELL'ACCONTO IMU.

L'acconto Imu ha già un obiettivo preciso: 10 miliardi di euro, che lo Stato e i Comuni puntano a incassare nelle prossime due settimane, da qui al 17 giugno. La cifra è molto vicina a quella dell'anno scorso, ma cambia decisamente la distribuzione dei pesi tra i cittadini e le imprese.
Tutti i proprietari di abitazioni principali salteranno il versamento, così come i titolari di terreni agricoli e fabbricati rurali. Per un totale di 2,4 miliardi in meno nelle casse pubbliche.
Le minori entrate, però, saranno quasi perfettamente compensate dai rincari sugli altri immobili: seconde case, uffici, negozi e aree edificabili, per i quali l'acconto dovrà essere calcolato con le aliquote comunali e non con quelle statali – generalmente più basse – usate un anno fa. Senza considerare l'incremento da 60 a 65 del moltiplicatore su capannoni, alberghi, cinema e altri fabbricati produttivi, che farà aumentare di circa 400 milioni il conto per le imprese.
Non incide granché sulla prima rata, invece, la tassazione delle abitazioni principali censite in categorie catastali di pregio. Dimore signorili, ville e castelli sono meno di 74mila in tutta Italia – su oltre 33 milioni di abitazioni iscritte in catasto – e si può stimare che non pagheranno neppure 40 milioni di acconto sulla prima casa.
Le minori entrate
Il fatto che il gettito dell'acconto sia più o meno uguale a quello del 2012 dipende solo dalle modalità di calcolo utilizzate quest'anno. In realtà, se la sospensione su prime case e immobili rurali si trasformerà in una vera esenzione, gli incassi dell'Imu 2013 saranno di 4,8 miliardi più bassi di quelli del 2012. E bisognerà trovare risorse aggiuntive da altre fonti. La decisione, comunque, dovrà essere presa entro il 31 agosto, secondo la road map tracciata dal Dl 54/2013. Altrimenti, chi ha beneficiato dello stop dovrà metter mano al portafoglio entro il 16 settembre.
A complicare il tutto, poi, ci si mettono anche le ipotesi di correzione al decreto governativo, che potrebbero allargare il perimetro delle agevolazioni, pur tra grandi difficoltà di copertura finanziaria (si veda l'articolo nella pagina a fianco).
Le complicazioni
In attesa di vedere cosa succederà nelle prossime settimane, ci sono alcuni punti fermi che guideranno i proprietari alla scadenza di lunedì 17 giugno.
Il primo riguarda l'aliquota. Il principio di fondo è che si deve fare riferimento alle regole deliberate dal Comune nel 2012 e dividere per due l'imposta annua così calcolata. La circolare 2/DF/2013, però, consente di utilizzare anche le aliquote decise quest'anno, se più favorevoli per il contribuente. A stretto rigore, questa chance verrebbe meno con la conversione in legge del Dl 35/2013 (debiti Pa). L'oggettiva incertezza normativa, comunque, consiglia di non sanzionare chi dovesse pagare con l'aliquota "sbagliata".
Il secondo punto importante è che quest'anno l'acconto va versato tutto al Comune, senza quota statale. L'unica eccezione sono i fabbricati produttivi del gruppo D (esclusi i rurali in D/10) per i quali va fatta la divisione tra lo Stato (cui va metà del gettito calcolato ad aliquota dello 0,76%) e il Comune (che intasca il 50% del gettito derivante dall'eventuale maggiorazione, fino al massimo dell'1,06 per cento). Per i fabbricati produttivi ci sono anche due nuovi codici tributo per la quota statale (3925) e comunale (3930).
L'unica semplificazione, per chi è rimasto affezionato alle modalità di versamento dell'Ici, è la possibilità di pagare anche con il bollettino postale, che invece era precluso un anno fa.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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