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NOVITÀ NORMATIVE

IMU: IL COMODATO NON SOTTRAE DAL PAGAMENTO.

Le abitazioni concesse in comodato (vale a dire in prestito gratuito) a parenti non possono in alcun caso essere considerate come abitazioni principali, nemmeno se la casa in comodato è l'unico immobile posseduto dal contribuente.
La nozione di abitazione principale nell'Imu infatti è più ristretta di quella dell'Ici. Nel vecchio tributo, i Comuni potevano, con delibera consiliare, assimilare all'abitazione principale gli immobili concessi in uso gratuito a parenti in linea retta: la delibera in questione avrebbe dovuto infatti precisare il grado di parentela ammesso ai fini dell'agevolazione.
L'assimilazione avrebbe potuto essere adottata ai fini dell'aliquota ridotta o anche per la detrazione: la facoltà era consentita dall'articolo 59, lettera e), del Dlgs 446/1997.
Per l'esenzione Ici, disposta dall'articolo 1 del Dl 93/200/, la disciplina di riferimento ammetteva all'agevolazione tutte le assimilazioni decise dai Comuni con delibera adottata alla fine del maggio del 2008 (entrata in vigore della norma di esenzione).
Per questa via, anche le abitazioni concesse in comodato potevano considerarsi esenti da Ici, purché vi fosse a monte una delibera comunale.
Con l'entrata in vigore dell'Imu le regole sono cambiate. In primo luogo, è stata abrogata la previsione della lettera e) dell'articolo 59 del decreto legislativo 446/1997.
Inoltre, le fattispecie assimilabili all'abitazione principale sono state ristrette a due ipotesi tassative.
Ne deriva che il Comune, essendo privo a monte di una previsione autorizzatoria di legge, non può disporre alcuna forma di assimilazione. In proposito occorre ricordare che, in materia di agevolazioni, secondo l'interpretazione del tutto prevalente, vige la riserva di legge statale, trattandosi di ambito che appartiene alla definizione della fattispecie imponibile.
Non è di conseguenza ravvisabile una potestà regolamentare generale.
Il Comune potrebbe invece aver deliberato delle aliquote Imu agevolate. L'autonomia dell'ente nella manovra delle aliquote è infatti molto ampia, purché si contenga nell'ambito di variazione dello 0,3%.
Questo significa che la riduzione del prelievo può giungere al massimo sino allo 0,46 per cento. Potrebbe anche darsi che, sempre in virtù della manovra sulle aliquote, il prelievo sull'abitazione principale sia identico a quello degli immobili concessi in comodato. Si pensi ad esempio a un'aliquota dello 0,5% per entrambe le tipologie immobiliari.
Anche in questo caso, tuttavia, non sarebbe comunque ravvisabile tecnicamente alcuna assimilazione all'abitazione principale.
Per i comodati a parenti, dunque, la rata Imu in scadenza al 17 giugno dovrà essere regolarmente versata, applicando le aliquote deliberate dal Comune per il 2012.
A parziale compensazione dell'aggravio di imposizione rispetto alla disciplina dell'Ici, va ricordato che su questi immobili, a decorrere dal 2012, non è più dovuta l'Irpef.
FONTE: IL SOLE 24 ORE

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