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NOVITÀ NORMATIVE

DEROGHE PATTO: I MAGGIORI SPAZI VANNO RICHIESTI.

Gli enti locali che non hanno ottenuto il 100% del bonus sul Patto richiesto in base al decreto «sblocca debiti», definitivamente convertito in legge dal parlamento, (la pubblicazione in G.U. del provvedimento è attesa per oggi) devono presentare una nuova richiesta per la differenza entro il 5 luglio.
È quanto si evince, con qualche difficoltà, dalle istruzioni (non chiarissime) che il Mef ha diffuso a corredo del modello per l'invio delle domande relative alla seconda tranche di aiuti, che verrà distribuita entro il 15 del prossimo mese.
Come noto, l'art. 1 del dl 35/2013 ha stanziato 5 miliardi di «spazi finanziari» per consentire a comuni e province soggetti al Patto di pagare i propri debiti di parte capitale in essere al 31 dicembre 2012.
Di tale somma, il 90% (4,5 miliardi) è già stata assegnata da Via XX Settembre con il dm del 14 maggio scorso. I restanti 500 milioni verranno ripartiti entro il 15 luglio, in base alla richieste che perverranno entro il 5 luglio.
Per fare domanda, occorre compilare un prospetto on line analogo a quello già utilizzato per le domande trasmesse entro fine aprile. Le modalità di compilazione sono diverse, rispettivamente, per gli enti che hanno già presentato richiesta e per quelli che lo fa(ra)nno per la prima volta.
I primi hanno diverse possibilità. Il caso probabilmente più diffuso, su cui peraltro potrebbero ingenerarsi pericolosi equivoci, è quello degli enti che non intendano chiedere nuovi spazi oltre a quelli non concessi nel primo riparto. In tal caso, le istruzioni si presentano contraddittorie. Da una parte, infatti, si legge che «gli enti che non hanno necessità di modificare i dati già inseriti o che non hanno necessità di chiedere spazi finanziari non sono tenuti a compilare il modello». Successivamente, però, si precisa che gli enti la cui richiesta iniziale non è stata interamente soddisfatta, per fare richiesta della quota non ottenuta, devono compilare il modello indicando la differenza nella colonna E. Le istruzioni riportano anche un esempio chiarificatore: se l'ente ha chiesto spazi per 100 e ne sono stati concessi 62, per ottenere i restanti 38 dovrà indicare tale cifra nella predetta colonna. Attenzione: in mancanza, si verrà esclusi dal secondo riparto.
Ovviamente, la compilazione del nuovo prospetto è necessaria nei casi in cui si intendano domandare spazi ulteriori rispetto a quelli già richiesti. Per esempio, se ottenuti 100 l'ente necessità di altri 20, dovrà indicare tale importo nella colonna E.
Com'è naturale, si potrà avere anche un terzo caso: l'ente ha chiesto 100, ha ottenuto 62 e vuole chiedere, oltre ai 38 non concessi in prima istanza, altri 20. In simili casi, nella colonna E occorrerà digitare 58 (38+20).
Oltre che un aumento, gli enti che hanno partecipato al primo riparto possono anche richiedere una riduzione degli spazi già concessi, indicando nella colonna F il valore non più necessario (che verrà rimesso in circolo e ridistribuito). Per esempio, se un ente che ha ottenuto 100 si rende conto di avere necessità solo di 80, indicherà 20 (col segno +) nella colonna F. Si tratta di un'occasione importante specie per chi ha difficoltà di cassa e rischia di incappare nelle sanzioni previste dal dl 35 in caso di pagamenti inferiori al 90% degli spazi ottenuti. Ovviamente, la valutazione va condotta anche tenendo conto dell'entità delle eventuali anticipazioni di liquidità ottenute dalla Cassa depositi e prestiti.
Infine, è possibile anche modificare (sia verso l'alto che verso il basso) l'ammontare dei debiti già comunicati, anche se non è chiarissimo se un'eventuale riduzione possa comportare anche un abbattimento della quota già assegnata.
Gli enti che compilano per la prima volta il modello, invece, dovranno solo valorizzare le colonne D (indicando i loro debiti) ed E (quantificando gli spazi finanziari richiesti). Ricordiamo che, in base all'accordo sancito in Conferenza stato-città e autonomie locali il 9 maggio, il riparto andrà prioritariamente a soddisfare la quota delle richieste presentate dagli enti al debutto e relative a debiti non ancora estinti alla data dell'8 aprile scorso.
FONTE: ITALIA OGGI

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