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NOVITÀ NORMATIVE

PADIGLIONI FIERISTICI IN CATEGORIA "E"

Dall'esame combinato dell'attuale normativa con le relative circolari, emerge che i padiglioni fieristici, destinati ad adempiere funzioni pubbliche e di interesse collettivo, devono essere censiti in una categoria catastale del gruppo «E» e non in una categoria del gruppo «D»; quest'ultima, infatti, può riguardare solo le parti di immobili, compresi nelle fiere, ma utilizzati in maniera autonoma per usi commerciali, quali bar, ristoranti, negozi e banche; mentre i padiglioni fieristici sono espressamente destinati ad uso pubblico ed interesse collettivo.
Sono queste le conclusioni che si leggono nella sentenza n. 25/06/2010, emessa dalla sezione sesta della Commissione tributaria regionale Veneto e depositata in segreteria il 5 marzo scorso.
La vertenza nasce da un avviso di accertamento con cui l'Agenzia del territorio di Vicenza intendeva rettificare la categoria catastale attribuita ai padiglioni fieristici da E/9 a quella ipotizzata D/8. La società ricorrente palesava l'interesse collettivo da attribuire a queste particolari categorie di immobili, destinati ad uso pubblico e di interesse collettivo, e ribadiva il diritto all'attribuzione specifica della categoria catastale del gruppo «E». L'ufficio del territorio contro deduceva assumendo come, la categoria catastale era stata rettificata in applicazione della normativa di riferimento e di diverse circolari di cui citava gli estremi. La Commissione provinciale di Vicenza rigettava il ricorso ritenendo che gli immobili fossero di categoria catastale D/8, come infatti si ricavava dalla normativa di riferimento; contro questa decisione la società si rivolgeva alla Commissione tributaria regionale del Veneto.
I giudici regionali hanno accolto le doglianze della società ricorrente e completamente annullato il censimento opposto, decidendo che la categoria debba essere ricompresa nel gruppo «E». «La categoria «E/9», ultima di questo gruppo, e concernente gli «edifici a destinazione particolare non compresi nelle categorie precedenti del gruppo «E», si presenta come categoria residuale e, come tale, non individua espressamente alcuna tipologia di immobili in essa assegnabili».
Dopo un accurato esame della normativa di riferimento (il dpr n. 138/1998), i giudici regionali veneti aggiungono e concludono che il legislatore abbia voluto ricomprendere i padiglioni fieristici tra quelli destinati all'assolvimento di esigenze di interesse pubblico e collettivo, che quindi trovano la loro corretta collocazione in una categoria del gruppo «E».
Per quanto concerne infine le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 49 e seguenti del dl n. 262/2006 e della circolare n. 4/2006, i giudici regionali precisano ed aggiungono che queste disposizioni non sono riferibili espressamente ai padiglioni fieristici; infatti conclude il collegio «queste disposizioni riguardano solo le parti di immobili compresi nelle fiere, ma utilizzati in maniera autonoma per usi commerciali, quali bar, ristoranti, negozi e banche, ma nulla ha innovato per gli immobili fieristici che vanno censiti nel gruppo E».
FONTE: ITALIA OGGI

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